MARIO Turetta, dopo la designazione venerdì da parte del Mibact, e la formazione ieri del nuovo cda, è da oggi il direttore della Reggia di Venaria, con delega al coordinamento delle residenze sabaude. Soddisfatto, dopo le settimane di fuoco, in cui la sua nomina e' stata contestata? «Sì, sono soddisfatto: ringrazio il ministro Franceschini che ha fortemente voluto l'impegno di un suo dirigente per questo progetto e tutti i soci che mi hanno votato all'unanimità ». E' vero che l'hanno votata all'unanimità, però quante polemiche: se le aspettava? «Francamente no, anche perché il mio incarico riguarda un progetto di cui si parla da fine settembre. Vuole sapere come è andata? Dopo avere portato a buon fine il Polo Reale, ho parlato al ministro dell'idea di valorizzare le regge sabaude partendo proprio da Venaria: lui si è detto interessato e mi ha dato mandato ad andare avanti. Si potevano evitare le polemiche su un progetto su cui in fondo si è tutti d'accordo. Non capisco nemmeno l'insistenza sul bando, inteso come un Moloch». In che senso? «Nel senso che è lo strumento per individuare la persona giusta, ma se la persona giusta c'è già, che bisogno c'è di lanciarlo?» La persona giusta era lei, è così? «Guardi, non voglio peccare di immodestia, però la sfido a trovare qualcuno che abbia la mia stessa esperienza sui beni culturali del ter- ritorio e conosca altrettanto bene la macchina. Io ho realizzato il Polo Reale, partecipato ai lavori per la Fondazione del Museo Egizio, per il Consorzio e il Centro di Restauro di Venaria, sono stato direttore al Ministero per il bilancio e il personale, direttore regionale per i beni culturali in Piemonte e Lombardia. Ritengo di avere le carte in regola, e la conoscenza, per assumere questo incarico. Poi c'è un altro punto». Ovvero? «Si è tanto parlato del mio stipendio: vorrei chiarire una volta per tutte che nell'ambito della riorganizzazione del Mibact sono uno dei 13 direttori generali di ruolo, su 24 posizioni esistenti: ma i restanti non hanno un incarico a tempo indeterminato. Voglio dire una volta per tutte che percepisco da Roma lo stipendio, che sarebbe stato lo stesso se fossi andato da un'altra parte. Avrei potuto presentare domanda per la direzione generale dei musei al ministero, mi avrebbe interessato: ma ho accolto volentieri l'idea di restare in Piemonte e mettere a frutto l'esperienza accumulata per lavorare a questo progetto entusiasmante. L'importante adesso è partire, con una presidente giovane e determinata». Avrà intorno a sé un cda tutto di donne: preoccupato? «Tutt'altro che preoccupato, ne sono contento e mi farò anche un po' coccolare». Adesso dunque si parte: c'è già un progetto? «Il progetto è da costruire, anche se la Regione ha già una posizione in merito al circuito delle regge, c'è già persino un logo. Ora bisognerà mettere insieme i vari proprietari, penso per esempio alla Fondazione Ordine Mauriziano per Stupinigi, e trovare una base comune per potere lavorare sulla comunicazione e sulla programmazione degli eventi: su un circuito insomma, tutti insieme, creando sin da subito una cabina di regia. In questo periodo mi sono documentato, andando anche in giro». Dove è stato? «A settembre, nella veste di direttore regionale del ministero, ho visitato i dieci castelli della Loira, incontrando i direttori e partecipando a tavoli comuni. Proprio in quel contesto mi sono ispirato per fare la mia proposta al ministro Franceschini». Al di là del circuito delle regge, Venaria potrà godere della stessa attenzione e delle stesse risorse di prima? «Parlerò nei prossimi giorni con Alberto Vanelli, per il passaggio di consegne: Venaria è un emblema e anche il portale delle residenze sabaude, con il lavoro fatto deve continuare a essere tale. Si dovrà partire di lì per scoprire tutto il resto, cercando di superare il problema delle risorse economiche. Il periodo è difficile, ma il presidente Chiamparino ha confermato l'impegno della Regione. E poi, quando i soldi sono meno, poi, si è incentivati a realizzare economie di scala e soprattutto a farsi venire nuove idee».