PAOLA Zini, torinese, 40 anni, è la nuova presidente della Reggia di Venaria. La nomina ieri durante l'assemblea del Consorzio di gestione della residenza, che ha dato vita - ed è una novità per il mondo della cultura piemontese, e forse non solo, a un cda di sole donne. Le altre consigliere sono Caterina Bon Valsassina, designata dal ministro, già direttore regionale in Lombardia e ora alla Direzione ricerca ed educazione a Roma, l'assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi, Claudia De Benedetti, che prosegue il mandato per la Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura, e Giovanna Segre, economista, incaricata dalla Compagnia di San Paolo. Revisori dei conti sono Giuseppe Mesiano (presidente), Giandomenico Genta e Mario Montalcini. Dopo settimane di polemiche arroventate, soprattutto in merito alla nomina del direttore Mario Turetta da parte del ministro (spettava al presidente della Regione), senza bando, e intorno ai dubbi sul suo stipendio (che ammonta a 175mila euro all'anno) e su chi l'avrebbe pagato, si è scritta dunque la parola fine a un capitolo non certo dei più nobili nei beni culturali piemontesi. Lascia Alberto Vanelli, artefice dei buoni successi di questi anni. Si è arrivati dunque alla nomina della numero uno del Consorzio, che occuperà la poltrona di Fabrizio Del Noce: il suo nome, suggerito dal presidente Chiamparino, è arrivato dopo altre ipotesi non andate a buon fine, tra tutte quelle di Francesca Lavazza, che ha rifiutato l'incarico, come altri personaggi del mondo delle aziende, tra questi Marco Boglione. La palla passa ora dunque nelle mani della giovane Paola Zini: una laurea in Economia e una formazione manageriale, già direttrice nel 2008 di "Torino World Design Capital", ha lavorato per Italia 150 e per Torino Internazionale, mentre ora opera in Bold, società che si occupa di impresa e mercato in campo culturale. Tra le novità di ieri, anche il passaggio di consegne alla presidenza del Centro di Restauro di Venaria. A Luigi Quaranta un'altra "vittima" della legge Madia - succede l'architetto Stefano Trucco, alle spalle una rodata esperienza nei beni culturali torinesi. (m. pa.)