«Accordo di fiducia» raggiunto ieri a Roma sul parco dello Stelvio. Province di Trento e Bolzano, Lombardia e ministero hanno siglato un patto che dà agli enti l'incarico di elaborare il piano di gestione del parco sulla base delle linee di indirizzo fissate da un comitato. Il ruolo di garante è affidato allo Stato. Accordo raggiunto. Gilmozzi: proposta equilibrata TRENTO. Mauro Gilmozzi parla di «patto di fiducia, che sblocca una situazione rimasta largamente irrisolta». Dopo gli ultimi passaggi romani di dicembre e la decisa presa di posizione delle associazioni ambientaliste, ieri la delicata questione del futuro del parco dello Stelvio è finita nuovamente sui tavoli del confronto politico. Con uno sviluppo importante: i rappresentanti delle Province di Trento e Bolzano, della Regione Lombardia, il sottosegretario agli affari regionali Gianclaudio Bressa e il sottosegretario all'ambiente Barbara Degani hanno siglato un accordo proprio sulla gestione del parco. «Il nodo dei nodi sintetizza l'assessore all'ambiente Mauro Gilmozzi era quello di riuscire a garantire l'unitarietà del parco. In questo senso, la proposta individuata oggi (ieri, ndr ) è equilibrata e bilanciata, in grado di raccogliere e assimilare i suggerimenti avanzati dallo stesso Trentino, oltre che basata sulla fiducia reciproca. Siamo contenti di questo risultato e lavoreremo per renderlo al più presto operativo». In sostanza l'accordo, in primo luogo, riconosce agli enti regionali e provinciali (alle Province di Trento e Bolzano e alla Lombardia) le competenze relative alla gestione delle parti di parco comprese nei rispettivi territori. Saranno proprio i tre enti a dover elaborare un piano unitario per la gestione del parco, basandosi sulle linee guida e sugli atti di indirizzo che saranno elaborati dal comitato di coordinamento «senza personalità giuridica» che sarà formato da 13 soggetti, tra cui i rappresentanti di Province, Regione, Stato, Comuni, ministero e associazioni ambientaliste. «La verifica della coerenza del piano con le linee guida prosegue Gilmozzi sarà affidata allo Stato, che quindi avrà il ruolo di garante, in un'ottica unitaria». Di qui la definizione di «patto di fiducia». Con uno sguardo più ampio. «L'accordo sottolinea l'assessore mette in rete territori comuni, guardando però anche oltre i confini del parco. Penso, ad esempio, alla vicina Engadina svizzera». Un'intesa che Gilmozzi giudica importante: «Si passa da un parco "moloch", che non ha ottenuto risultati, a una visione moderna e dinamica dei rapporto fra Stato e realtà regionali, in grado di superare l'impasse che si era creata». Ma non mancano le questioni che dovranno ancora essere approfondite: «Penso, in particolare conclude l'assessore al nodo del personale».
Stelvio, patto di fiducia sulla gestione del parco
Ieri a Roma, le Province di Trento e Bolzano, la Regione Lombardia e il Ministero hanno firmato un accordo di fiducia per la gestione del parco dello Stelvio. Il ruolo di garante è affidato allo Stato, che supervisionerà la verifica della coerenza del piano di gestione con le linee guida fissate da un comitato. L'accordo riconosce alle Province e alla Regione le competenze per la gestione delle parti del parco nei loro territori, e richiede l'elaborazione di un piano unitario. L'assessore Gilmozzi definisce il patto come equilibrato e bilanciato, e sottolinea l'importanza di una visione moderna dei rapporti tra Stato e realtà regionali.
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