Un'area archeologica a lungo abbandonata e un gerontocomio mai realizzato. Accade a Lomello, piccolo comune lombardo, in provincia di Pavia. Nella proprietà "Villa Maria", al posto della casa di riposo per anziani e del parco archeologico promesso dalla Gerontocomio Lomellino, antica Rsa prima commissariata e poi nel dicembre 2013 dichiarata fallita, solo erbacce. Così il sindaco Silvia Ruggia, nonostante il Gerontocomio non sia di proprietà pubblica, ha deciso la copertura precauzionale dell'area archeologica, perché "quegli scavi sono un patrimonio di tutti". Più che giusto. Tardiva ma corretta osservazione. Dal momento che nel 2007 il Comune di Lomello aveva approvato il progetto della nuova sede del Gerontocomio Lomellino nella proprietà "Villa Maria", nonostante la sezione pavese di "Italia Nostra" avesse segnalato non solo l'impatto paesaggistico del progetto, ma anche l'interferenza con l'area archeologica, non ancora sufficientemente esplorata. Le indagini, infatti, condotte dall'Università di Pavia, in collaborazione con le Università di Lancaster e Londra tra il 1984 e il 1991, avevano evidenziato soprattutto un tratto consistente del lato occidentale della cinta di mura tardoantiche, in corrispondenza di una porta, affiancata da una torre. Ne è seguito l'apposizione da parte della Soprintendenza Archeologica della Lombardia del vincolo archeologico, sfortunatamente limitato alla sola porzione della proprietà direttamente interessata dagli scavi archeologici. Ora l'area è nelle mani del curatore fallimentare, destinata a finire all'asta con le altre proprietà del Gerontocomio, tra le quali Castello Crivelli, sede del municipio. Lomello sembra continuare a non tenere nel debito conto i resti della sua Storia materiale. A non farne un elemento distintivo. Della vecchia stazione di posta romana e poi del centro longobardo rimane ancora molto. Non soltanto da evidenziare attraverso indagini di scavo ma anche da tutelare e valorizzare con coraggiose politiche culturali. In attesa di quel che sarà l'incertezza prosegue per quel pezzo di paesaggio pavese, prima quasi negato, ora protetto, con il suo rinterro.