Caro Conti, torno sul caso dell'officina (gratuita) e centro culturale legato alla bicicletta «Riciclo» di via Norvegia, sotto il viadotto di corso Francia a due passi dall'Auditorium. Mesi fa, grazie a questa rubrica, venne evitato lo sfratto a un punto di aggregazione utile e lodevole, senza fini di lucro, per tutti i ciclisti del Flaminio. Ora, su ordine del Comune, i vigili hanno comunicato ai volontari di «Riciclo» che potrebbero essere costretti a mandarli via. Pare che un non meglio identificato piano paesaggistico preveda che da viale Tiziano si debba rimirare il viadotto senza che nulla sotto le sue possenti arcate ostacoli lo sguardo. Pensando ai camion-bar davanti al Colosseo e a praticamente tutte le bellezze monumentali romane (tra le quali difficile annoverare il viadotto, almeno visto dal basso) verrebbe da sorridere. Se non fosse che ancora una volta si minaccia un servizio privato ma di fatto pubblico caro a molti cittadini. Vogliamo provare a compiere un altro miracolo salvandolo una seconda volta dall'insipienza dei nostri amministratori? Marco Bauer Fossimo a Berlino, dove tutte le regole sono rispettate, le darei torto: «Riciclo»non può accamparsi sotto un viadotto che testimonia il nostro Novecento. Ma in una città sfregiata da decine di camion bar piazzati con arroganza di fronte a beni archeologici e architettonico, «protetti» da potenti famiglie come sono, il fatto che un qualsiasi Potere imponga lo sfratto all'inerme«Riciclo», diventa solo un vile arbitrio. pconticorriere.it