Annuncio della diocesi 10 anni dopo un'analoga operazione sui beni mobili La disposizione è della Cei, che finanzia il progetto. «I parroci collaborino» La diocesi avvia il censimento dei propri beni immobili. Dieci anni dopo avere concluso la catalogazione di quelli mobili beni artistici, pale d'altari, suppellettili, arredi sacri entro due anni saranno "digitalizzate" anche le chiese. Tutte, non solo parrocchiali, quelle presenti tra il Tagliamento e il Livenza. Una sorta di "sperimentazione", in sordina, è già avvenuta in alcune realtà laddove erano in corso lavori di ristrutturazione. Per praticità, con cantiere e progetti, si era deciso di chiudere il fascicolo con la catalogazione degli edifici. Ora il censimento, su disposizione della Cei che lo finanzia, sarà organico e coinvolgerà tutte le parrocchie di Concordia-Pordenone. «Il progetto spiega don Simone Toffolon, referente e vicedirettore dell'ufficio diocesano di arte sacra ha durata biennale e diverse finalità: conoscitive (censire il patrimonio artistico), documentaristiche (creare una banca dati con schede catalografiche e riproduzioni fotografiche delle chiese e del loro campanile) e di una corretta valorizzazione del patrimonio architettonico, per una tutela sempre più curata». La diocesi ha invitato i parroci alla massima collaborazione, perché «difficilmente vi sarà una seconda opportunità. Per questo va sfruttata con saggezza». Saranno schedate tutte le opere architettoniche che siano edificio di culto di proprietà delle parrocchie o di un ente ecclesiastico: dalle parrocchiali alle abbazie, dalle cattedrali alle chiese di campagna, anche se in disuso. I responsabili del progetto, su mandato del vescovo Giuseppe Pellegrini, sono il direttore e il vice dell'ufficio per l'arte sacra e i beni culturali della diocesi, monsignor Remigio Clozza e don Simone Toffolon. Gli esperti incaricati per il censimento sono l'architetto Michele Mascarin e la dottoressa Ramona Lucarelli; per la schedatura fotografica la diocesi si appoggia a un fotografo professionista. «I grandi papi del Rinascimento rileva don Toffolon avevano "inventato" i musei non certo per fare sfoggio di ricchezza, bensì per creare fucine di studio. L'arte, inoltre, non è solo estetica, ma strumento prezioso di catechesi e promozione». Il censimento verrà digitalizzato e il materiale raccolto potrà essere utilizzato, una volta messo in rete, anche per ricerche e studi d'arte. «Naturalmente conclude don Simome Toffolon saranno visibili i dati di carattere storico e artistico; non sarà possibile prendere visione dei dati delicati e sensibili, quali le tipologie degli impianti d'allarme, protetti e tutelati in ogni loro parte».
Censimento delle chiese "Digitalizzate" in due anni
La diocesi di Concordia-Pordenone ha annunciato di iniziare il censimento dei propri beni immobili, che sarà organico e coinvolgerà tutte le parrocchie della diocesi. Il progetto, finanziato dalla Cei, ha durata biennale e ha finalità conoscitive, documentaristiche e di valorizzazione del patrimonio architettonico. I parroci saranno invitati a collaborare con la massima saggezza. Saranno schedate tutte le opere architettoniche di proprietà delle parrocchie o di un ente ecclesiastico, comprese le chiese di campagna e le abbazie. Il materiale raccolto verrà digitalizzato e potrà essere utilizzato per ricerche e studi d'arte.
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