La decisione nel consiglio comunale straordinario. Il sindaco: «Ma sia chiaro, i terreni e gli immobili non c'entrano niente» RIO MARINA. La maggioranza delle quote del Parco minerario di Rio non passerà dal pubblico al privato. Almeno per ora. Martedì 27 (inizio alle 11,30), infatti, il consiglio comunale di Rio Marina, che possiede il 25 delle quote, riunito in seduta straordinaria, deciderà di far valere il diritto di prelazione sul restante 75 societario, in possesso della Provincia di Livorno. Un pacchetto di quote che, mercoledì prossimo, andrà all'asta. Il diritto di prelazione è previsto dall'articolo n.7 dello Statuto della società mineraria. Sembrano destinate a non aver credito le richieste di rinvio dell'asta avanzate prima dal sindaco di Rio Elba, Claudio De Santi, e poi dal sindaco di Rio Marina, Renzo Galli. Ma la privatizzazione immediata può comunque essere scongiurata. E, in questo contesto, si inserisce la proposta della Regione, che si è dichiarata interessata ad acquisire le quote del Parco messe in vendita. «Noi vogliamo scongiurare il rischio maggiore dice il primo cittadino di Rio Marina, Renzo Galli Quello che, con l'apertura dell'asta della messa in vendita delle quote della Provincia, intervenga il privato e che il nuovo soggetto acquisti la maggioranza assoluta della società, con tutti i ricorsi giudiziari prevedibili e scontati e i vari ricorsi al Tar, con naturale svantaggio per lo stesso ente che ne subirebbe negativamente gli effetti. Vogliamo scongiurare simili rischi avanzando la nostra richiesta». Per il momento, dunque, prevedendo gli eventuali scenari che si sono aperti con la volontà della Provincia di disfarsi delle partecipate, appare evitato il passaggio della società Parco nelle mani di privati. Anche perché sia l'Università degli Studi di Firenze (nella fattispecie il dipartimento delle Scienze della Terra e quello di mineralogia), sia la medesima Regione hanno dimostrato il loro interesse nel sostituirsi sulla sedia fino a ieri occupata dagli amministratori di Palazzo Granducale. Ma vediamo di chiarire una volta per tutte la partita in palio, di che cosa si occupa e qual è il margine di manovra della società nell'intero comparto minerario del versante orientale dell'Isola. La società compie i servizi di sorveglianza e guardiania delle ex miniere a cielo aperto, dove si scavava e prelevava il materiale ferroso; seguono piccoli interventi di manutenzione nei casi in cui ci sarà bisogno, attività turistiche e culturali e, infine, gestione delle sedi museali. «La società Parco non possiede niente dei mille e 948 ettari minerari chiarisce ancora Galli Né gli immobili. Il proprietario a tutti gli effetti è il Demanio dello Stato e tre immobili sono di proprietà del Comune. Contiamo che vengano intestati a noi, speriamo presto». Nelle prossime ore la partita si sposterà tra Comune di Rio Marina e Regione (sempre se alle parole espresse in questi giorni dal presidente Rossi, seguiranno atti concreti). «La Regione ci deve dire che progetti ha per il Parco dell'Elba afferma sempre il primo cittadino Noi abbiamo le nostre proposte». Che sono la ricapitalizzazione dell'ente, l'incarico a un professionista per la stesura del piano d'impresa infine la ricerca di nuovi partner nella gestione complessiva, considerando che anche il Comune di Rio Marina passerà, non nell'immediato, ad altri le quote che possiede sul parco. E l'ingresso di soci privati, sebbene con una regia dei Comuni e degli altri enti pubblici interessati, non è affatto escluso. «Tutto si gioca sottolinea Renzo Galli attorno a principi di valorizzazione e di economia per un versante letteralmente che più di ogni altri ha patito le ricadute della cessazione delle attività minerarie. Senza poi considerare il valore storico che queste miniere hanno ricoperto nei secoli fino all'età moderna».
ELBA - Parco, il Comune fa valere la prelazione
Il consiglio comunale di Rio Marina si riunirà martedì 27 per decidere se far valere il diritto di prelazione sulle quote del Parco minerario di Rio Marina, che andranno all'asta mercoledì. Il sindaco Renzo Galli sostiene che la privatizzazione immediata può essere scongiurata se la Regione acquista le quote. La Regione ha espresso interesse nel sostituire gli amministratori del Parco con un nuovo soggetto. La società Parco gestisce servizi di sorveglianza, manutenzione, turismo e musei. Il Comune di Rio Marina possiede 25 quote del Parco, mentre la Provincia di Livorno ne possiede 75.
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