L'obiettivo. Sviluppare una zona con un ricchissimo patrimonio etno-antropologico, culturale ed artistico Un particolare del tetto ligneo della cattedrale di Nicosia Nicosia. Nasce al centro geografico dell'Isola il primo "Ecomuseo" siciliano. Si chiama "Petra D'Asgotto", come il primo latifondo concesso nel 1209 in pheudum alla città demaniale di Nicosia da Federico II, per i servizi resi all'imperatore Enrico e all'imperatrice Costanza, genitori di Federico II. Il primo Ecomuseo siciliano ha sede a Nicosia, ed è stato istituito secondo quanto previsto dalla legge regionale 16 del luglio 2014. Di concerto con le comunità locali, la Regione promuove queste associazioni per recuperare e custodire l'identità culturale delle comunità e del territorio caratterizzato da peculiarità storiche ambientali, architettoniche ed etnoantropologiche. L'idea di un "Ecomuseo" nel territorio nicosiano nasce per un'area caratterizzata da due riserve naturali orientate, a pochi chilometri dalla Dea di Morgantina e dalla Villa Romana del Casale, ma con un suo rilevante patrimonio storico-artistico e culturale. Nicosia è la città del soffitto ligneo dipinto della cattedrale dedicata a San Nicola, unica in Europa per l'estensione della superficie dipinta, ben 300 metri quadrati, degli affreschi del Borremans, recentemente restaurati, nella chiesa di San Vincenzo Ferreri, della Cona Gagginiana, nella basilica di Santa Maria Maggiore. L'obiettivo è contribuire allo sviluppo di un territorio con un ricchissimo patrimonio etno-antropologico e linguistico rappresentato dalla parlata Galloitalica presente in Sicilia in sole 11 enclave linguistiche e che ha una tradizione millenaria nell'agricoltura, nell'allevamento, nella lavorazione dei prodotti della terra. «L'Ecomuseo Petra D'Asgotto si fonda sul principio della valorizzazione, dello sviluppo e della conservazione del territorio geografico di Nicosia - spiega la presidente Pina La Giusa - e delle comunità vicine. L'obiettivo è promuovere la sostenibilità ambientale, turistica, culturale economica e sociale coinvolgendo i cittadini, le associazioni e gli Enti, per avviare un percorso comune e condiviso». La legge prevede per gli Ecomusei, contributi anche da fondi comunitari, concessi solo se vengono raggiunti obiettivi minimi valutati da un comitato nominato e presieduto dall'assessore regionale ai beni culturali, che ha anche il compito di creare la rete degli ecomusei. I contributi possono essere concessi per la realizzazione degli obiettivi di tutela e promozione delle peculiarità del territorio individuato come ecomuseo. Come spiegano i promotori dell'iniziativa, il momento storico è estremamente difficile, con la globalizzazione che avanza e rischia di schiacciare le identità locali, i dialetti, le produzioni tipiche come le tradizioni, ma purtroppo, anche a causa del progressivo abbandono delle aree interne sempre più marginali, anche l'inestimabile patrimonio artistico, architettonico e culturale. «Le aree interne - spiegano i componenti del comitato - sono sempre più marginalizzate rispetto alle aree metropolitane. Ci auguriamo che questo progetto culturale possa contribuire ad innescare dinamiche virtuose, all'interno del territorio, tra storia, arte, cultura ed economia, all'insegna dell'etica della sostenibilità». Ieri mattina il primo Ecomuseo siciliano è stato costituito con atto notarile. Il comitato è composto dalla presidente Pina La Giusa e da Patrizia Castrogiovanni, Maria Anna Accardi, Salvatore Burrafato, Adriana Li Voi, Maria La Giusa, Santa Scardino, Annalisa Bonomo, Mario Valguarnera, Fernando D'Amico e Rosaria Raimondi, mentre quello scientifico è composto da Giovanni D'Urso, Calogero Lo Ciuro, Antonino Arrigo, Giuseppe Salomone, Antonino Campione ed è coordinato da Maurizio Campo. Giulia Martorana 24012015
SICILIA - È stato fondato a Nicosia il primo Ecomuseo siciliano
Nicosia, in Sicilia, è stata inaugurata la prima "Petra D'Asgotto", un "Ecomuseo" che mira a valorizzare il patrimonio etno-antropologico, culturale ed artistico della zona. L'idea è nata per un'area caratterizzata da due riserve naturali e un ricchissimo patrimonio storico-artistico e culturale. L'Ecomuseo si fonda sul principio della valorizzazione, dello sviluppo e della conservazione del territorio geografico e delle comunità vicine. Il progetto mira a promuovere la sostenibilità ambientale, turistica, culturale, economica e sociale, coinvolgendo i cittadini, le associazioni e gli Enti.
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