Ci sono voluti due anni, 400 tecnici impegnati e (soprattutto) 80 milioni di euro. Ma alla fine il "famigerato" censimento curato da SICILIA PATRIMONIO IMMOBILIARE ha prodotto l'elenco dei beni della Regione. Dopo le rivelazioni sul dossier di Crocetta in Procura («un progetto predatorio per svendere i tesori dell'Isola»), i dati su immobili, terreni, boschi, ospedali e aree archeologiche in SICILIA. Catania. In fondo è poco più di una lista. Ma ci sono voluti due anni, con ben 400 tecnici impiegati. E 80 milioni di euro, più altri 40 chiesti (ma non ottenuti) alla Regione. Eppure, alla fine, un risultato è venuto fuori dal famigerato censimento di SICILIA PATRIMONIO IMMOBILIARE. Dopo le rivelazioni, pubblicate ieri dal nostro giornale, sul contenuto dell'esposto presentato da Rosario Crocetta alla Procura di Palermo sulla gestione della partecipata Spi - compreso il «progetto predatorio» per «sottrarre» alla SICILIA «l'immenso PATRIMONIO demaniale, naturalistico e culturale» - ecco il report sui beni di proprietà regionale. Un'operazione, si legge nell'esposto del governatore, legata alla «individuazione di un socio privato corrispondente di fatto al privato a cui è stato affidato, con altra separata e legittima procedura, il censimento dei beni immobiliari per una somma - circa 80 milioni di euro - che appare scandalosa e fuori da qualsivoglia logica di mercato» per un progetto che «ben avrebbe potuto affrontare il personale in forza presso gli uffici regionali». Ma il censimento c'è. Una "dote" che andrebbe aggiornata e parametrata agli attuali prezzi di mercato, visto che il database presentato all'assessorato regionale al Bilancio era fissato al 31 maggio 2008. Ma è un punto di riferimento per avere contezza dell'argomento. La Regione è proprietaria di 1.492 fabbricati, pari a una superficie di 5 milioni di metri quadrati, per un valore complessivo di 4,8 miliardi di euro. Di questi 711 di pertinenza dell'amministrazione regionale, 707 destinati a scopi assistenziali (sanitari o sociali) e 74 di enti vigilati o controllati. Circa la metà con destinazione a fini assistenziali, il 15 ad uso amministrativo o scolastico, l'8 a funzioni culturali, il 5,6 a fini abitativo-residenziali, il 3 a magazzini e depositi. E poi il settore sanitario: 435 beni fra ospedali, ambulatori e per oltre 2,5 milioni di metri quadrati e oltre 50.000 apparecchiature medicali; su questa parte non fu indicato il valore di mercato. Il censimento riguardò anche terreni e i boschi: 634 milioni di metri quadrati, in tutto 1.714 beni. per un valore di circa 192 milioni di euro. Al 60,5 si tratta di terreni boschivi, mentre la restante parte ad aree destinate al pascolo (19,1) e seminativi (7,2). Altri due capitoli del censimento sulle aree - cave, miniere, giacimenti - che dare in concessione (1,2 miliardi di mq) e sulle aree archeologiche per una superficie di oltre 17 milioni di mq. A questi ultimi vanno aggiunti i 120 beni demaniali (archeologici e storico-artistici, ma anche caserme e fari) che lo Stato trasferì alla Regione il 26 novembre 2010. Fra cui tesori di valore inestimabile: il Tempio della Concordia di Agrigento, il Teatro Romano di Taormina, Palazzo dei Normanni, la torre Cabrera di Pozzallo, la torre di Vendicari, la zona archeologica di Pantalica, l'Orecchio di Dionisio e il castello di Maniace di Siracusa, la zona archeologica di Segesta, il Parco della Favorita e la Colombaia di Trapani. Ma. B.