LA SICILIA Giovedì 22 Gennaio 2015 «Una delle operazioni più spericolate della storia della nostra Regione», dietro la quale si nasconde «il depredamento dei beni pubblici». Palazzi di pregio, come già avvenuto. Ma anche pezzi «naturalistici, se si osserva come boschi, laghi e fiumi, e persino beni culturali sembra "siano passati di mano"». È il contenuto-choc della denuncia che Rosario Crocetta ha presentato alla Procura di Palermo lo scorso 9 gennaio. Un dossier che riguarda SICILIA PATRIMONIO IMMOBILIARE, la partecipata regionale già nell'occhio del ciclone per la vendita "anomala" di 34 immobili della Regione e per il censimento costato 80 milioni. Ma dalle stesse carte che il presidente della Regione ha consegnato al procuratore Francesco Lo Voi, emerge un «progetto teso a depredare non soltanto l'inestimabile PATRIMONIO IMMOBILIARE regionale», ma anche a «sottrarre alla titolarità sovrana l'immenso PATRIMONIO demaniale, naturalistico e culturale». Palermo. Il "minimo sindacale" è abuso d'ufficio e falso ideologico, al netto del danno patrimoniale per le casse della Regione. Ora che sul tavolo della Procura di Palermo, oltre all'approfondita indagine della Corte dei conti, c'è l'esposto di Rosario Crocetta, il ritmo di samba - per chi ha responsabilità nella vicenda di Spi - diventa una ballata di paura. Perché nelle carte del governatore ci sono nomi, date e soprattutto cifre. Il cuore dell'inchiesta è la cessione dei 34 immobili regionali, fra cui le sedi di alcuni assessorati e (ironia della sorte) anche il palazzo della Corte dei conti. Un pessimo affare per la Regione. Il valore dei beni era stato stimato in 304 milioni dall'Agenzia del territorio; i palazzi vengono aggiudicati a un raggruppamento temporaneo d'impresa (capofila Pirelli Re, con Banca Intesa, Capitalia, Mcc e Banca Caboto) per 263 milioni. Sette immobili trasferiti a 105 milioni (valore di mercato 119,8 milioni) e altri 27 palazzi a 158 milioni (stima iniziale 186 milioni). La Regione, dunque, perde già 33 milioni rispetto al valore di mercato. Ma ai 263 milioni bisogna sottrarre 7.273.133,06 euro di mandato e 10.265.720 euro di spese per adeguare gli immobili. Totale della sottrazione: 202,6 milioni. E quindi la SICILIA ha venduto palazzi di pregio a un prezzo più basso di case popolari: 1.055 euro al metro quadro. Da proprietaria ad inquilina. "Mamma Regione" paga un canone da Beverly Hills: il 7,95 del trasferimento IMMOBILIARE. Alla fine, con una "pigione" annua di circa 20,9 milioni fino al 2022, la Regione sborserà 315 milioni. Quasi 113 milioni in meno di quanto incassato, ma perdendo la proprietà degli immobili. Particolare: da una nota della Ragioneria del 6 giugno 2008 si evince che il valore unitario del Fondo, a meno di un anno dalla vendita, registra un incremento del 49,33: da 250mila a 373mila euro per ogni quota. «Un'operazione di spoliazione del PATRIMONIO IMMOBILIARE della Regione», si legge nel dossier di Crocetta. Con «condotte predatorie che hanno finito per cedere, in divieto di legge, la proprietà in capo ad una società mista partecipata da soggetto privato, che partecipa con una sottoscrizione irrisoria, senza ricevere peraltro alcuno dei decantati benefici». Un affare legato alla «individuazione di un socio privato corrispondente di fatto al privato a cui è stato affidato, con altra separata e legittima procedura, il censimento dei beni immobiliari per una somma - circa 80 milioni di euro - che appare scandalosa e fuori da qualsivoglia logica di mercato» per un progetto che «ben avrebbe potuto affrontare il personale in forza presso gli uffici regionali». Ma quello è un altro film ancora. Che i magistrati di Palermo scorrono al rallentatore. Ma. B.