Palma di Montechiaro. Rischia di vanificarsi la possibilità di realizzare nella cittadina palmese una sezione del museo archeologico, se ancora continua a perpetuarsi il ritardo sull'intervento con il quale eliminare gli inconvenienti ambientali affiorati diversi mesi fa nei locali di piazza santa Rosalia, di fronte alla chiesa Madre e attigui al Palazzo ducale. Locali che sino agli anni 70 ospitavano il carcere mandamentale e che dall'ex sindaco Rosario Gallo, con un impegno finanziario di oltre 400 mila euro, vennero fatti ristrutturare proprio per crearvi una sezione archeologica museale. La struttura rimane inutilizzata da diversi anni seppur i lavori di adeguamento sono stati completati, ma non potrebbe essere ancora utilizzata per gli scopi lodevoli dell'ex sindaco Rosario Gallo, poiché sarebbe interessata da infiltrazioni di acqua piovana e da altre anomalie. Una situazione questa per la quale ancora purtroppo non si è provveduto a fare eliminare, anche se a quanto pare ci sarebbero i fondi disponibili e rimasti in economia per intervenire e quindi assicurare l'agibilità all'ex carcere mandamentale. La sezione del museo archeologico, secondo quanto ipotizzato dall'ex sindaco Rosario Gallo, avrebbe dovuto essere intitolata al famoso archeologo palmese Giacomo Caputo che fu soprintendente in Libia nell'era fascista e nel Dopoguerra, nonché soprintendente a Firenze degli insediamenti etruschi ed accademico dei Lincei. Giacomo Caputo, assieme al padre Francesco Caputo e al suo maestro Paolo Orsi, fu l'artefice di diversi scavi archeologici nell'agro palmese, scoprendo gli insediamenti neolitici della grotta Zubbia e in località Tomazzo alcune statue votive chiamate Xoane, alcune delle quali vengono conservate al museo archeologico "Paolo Orsi" di Siracusa. Molti dei reperti scoperti dai Caputo e da Orsi, con l'aggiunta di quelli fatti rinvenire dall'altro noto archeologo palmese Giuseppe Castellana, avrebbero dovuto arricchire l'istituenda sezione archeologica palmese per la cui realizzazione sono state impiegate preziose risorse finanziarie. Ma se si continua a non fare eliminare i gravi inconvenienti esistenti nella sede già munita di scaffali e dei sistemi di sicurezza, la sezione del museo archeologico che avrebbe onorato la memoria del professor Giacomo Caputo rischia seriamente di essere un'utopia ed un'altra occasione mancata di sviluppo turistico. FILIPPO BELLIA 24012015
SICILIA - Palma di Montechiaro. Senza adeguati interventi museo archeologico addio
La possibilità di realizzare una sezione del museo archeologico a Palma di Montechiaro sembra in pericolo a causa del ritardo nell'intervento per eliminare gli inconvenienti ambientali nei locali di piazza Santa Rosalia. I locali, che ospitavano il carcere mandamentale, sono stati ristrutturati con un impegno finanziario di oltre 400 mila euro, ma rimangono inutilizzati a causa di infiltrazioni di acqua piovana e altre anomalie. La sezione del museo avrebbe dovuto essere intitolata a Giacomo Caputo, un noto archeologo palmese, ma il ritardo nell'intervento minaccia di far scomparire questa opportunità di sviluppo turistico.
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