Negli ambienti dell'archeologia italiana, e quella siciliana in particolare, lo chiamavano "il genovese". E non soltanto perché Luigi Bernabò Brea era nato nel capoluogo ligure nel 1910. Ma soprattutto perché la sua gestione, lunga trent'anni, della SOpRINTENDENZA della Sicilia Orientale, era stata impostata dal grande archeologo alla semplice ma efficace regola della lotta agli sprechi. E siccome il professor Bernabò Brea ci teneva molto, era facile, negli uffici siracusani (allora competenti per tutta la parte levantina dell'Isola prima della creazione delle singole Soprintendenze con competenza provinciale), fare il simpatico riferimento alla caratteristica che accomuna genovesi e scozzesi: l'avarizia. Al grande archeologo ligure è intestato il corso di archeologia preistorica organizzato dal Museo di Kamarina in collaborazione con il Centro Servizi Culturali del Comune di Ragusa e con la sezione iblea dell'Archeoclub. Alla giornata d'apertura, martedì 27 gennaio nei locali del Centro Servizi Culturali a partire dalle ore 17, il professore Bernabò Brea verrà ricordato dalla professoressa Paola Pelagatti, che gli succedette nella carica di Soprintendente per la Sicilia Orientale. L'accademica dei Lincei terrà una lectio magistralis sul tema "Luigi Bernabò Brea, il Soprintendente e lo studioso". Intestare il corso di preistoria allo scienziato genovese è scelta ottima (da intestare a Giovanni Di Stefano, direttore del Museo camarinese a sua volta allievo della Pelagatti), posto che Bernabò Brea fu unanimemente riconosciuto come il migliore specialista italiano, seppure si fosse laureato in Giurisprudenza prima ancora che in Archeologia. E basterebbero gli scavi condotti sull'acropoli dell'isola di Lipari a dimostralo. Scavi che consentirono poi a Bernabò Brea e alla seconda moglie, la francese Madeleine Cavalier, con la quale aveva collaborato per decenni anche in altri scavi, di creare il magnifico museo archeologico del capoluogo eoliano. Il corso che verrà aperto dalla lezione di Paola Pelagatti si protrarrà per altre sei lezioni con dieci relazioni, tutte nella sala del Centro Servizi Culturali con iscrizione e frequenza gratuiti. Si può già da adesso prevedere un ottimo riscontro di pubblico fatto di docenti, studenti classici e molti semplici appassionati, tra i tanti che vivono l'archeologia anche "sul campo", sulla scorta di quanto vissuto lo scorso anno con il corso, strutturato alla stessa maniera, sulla archeologia paleo-cristiana, durante il quale si registrarono anche cento presenze per ascoltare il sacerdote Don Salvatore Burrafato riferire delle epigrafi delle catacombe romane e siracusane. 24012015