Il sindaco di Rio Marina Galli convoca un consiglio comunale straordinario PIOMBINO. Ci sarà un consiglio comunale straordinario, indetto in tempi strettissimi dalla giunta Galli, sulle sorti del parco minerario e mineralogico dell'Isola d'Elba. La convocazione è prevista per martedì prossimo. Cioè ventiquattr'ore prima dell'inizio dell'asta per l'acquisto delle quote azionarie possedute dalla Provincia (pari al 75 per cento dell'intero pacchetto, per un valore complessivo di undicimila e 500 euro) e relative all'ente. "Come primo punto esordisce Renzo Galli, sindaco di Rio Marina (possiede il 25 delle quote sociali) nel cui territorio ricade l'intero comparto minerario chiederemo il rinvio della messa all'asta. Poi vedremo cosa emergerà dall'assemblea". Galli non nasconde la sua netta contrarietà alla decisione. "Anche se aggiunge la comprendo. Però non la giustifico. Sono letteralmente stralunato dal comportamento fino a oggi seguito da palazzo Granducale. E poi, non capisco questa fretta nel concludere, nel mirare a uscire nel più breve tempo, da questa partecipazione, avvertita più come peso che una risorsa". Che le Province siano destinate a scomparire dal panorama istituzionale italiano, non è una novità. Come c'era da aspettarselo che le compartecipazioni sarebbero passate di mano. "Non approvo la tempistica continua il primo cittadino di Rio Marina Non sono state rispettate le regole, né tanto meno il 'diritto di prelazione'. Vendere il 75 delle quote azionarie di un'azienda significa venderla in toto, compresi anche i dipendenti che in essa lavorano. In questa maniera non ci si preoccupa affatto del dopo, del cosa potrà accadere nell'immediato futuro. "La Provincia se ha agito così prosegue sempre Renzo Galli lo ha fatto perché stretta (per non dire costretta) dalla legge. Ma prendiamoci un momento per riflettere. Anche il nostro Comune che possiede una quota parte del pacchetto azionario del parco cederà la propria compartecipazione. Ma certo non lo farà con i tempi e con i modi che sta seguendo la Provincia. Non si fa così, abolendo e annullando la storia delle miniere e quindi del parco e non vedendo l'ente come leva di sviluppo". L'ente di cui si discute nasce nel 1981 con l'istituzione della Società del Parco Minerario e Mineralogico dell'Isola d' Elba. Fu il passaggio imprenditoriale, sociale ed economico di circa mille e 948 ettari di giacimenti minerari e ferrosi a giacimenti di interesse culturale. Una svolta epocale. Dice Giuseppe Tanelli, primo presidente del parco nazionale dell'arcipelago toscano e docente di Mineralogia presso l'Università di Firenze: "I Greci chiamarono l'Elba 'Ahetalia', nome che successivamente si estese a tutta la Penisola, per una semplice ragione. I suoi giacimenti ferrosi. Era l' Isola fuligginosa, segnata dai mille fuochi, dove si riduceva il minerale della terra di Rio da cui si estraeva il ferro. C'è voluto, nel Seicento, un naturalista danese, Niccolò Stenone, per studiare i minerali dell'Elba e per enunciare i prodromi di quelle conoscenze sullo stato cristallino che ci hanno portato ai nanomateriali, ai tablet e alla genetica molecolare. La bellezza poi delle forme, lo splendore dei cristalli , la varietà dei colori e le caratteristiche chimiche e fisiche dei minerali elbani, li rendono preziosi campioni ricercati dai Musei naturalistici e collezionisti di tutto il Mondo, oltre che peculiari oggetti di studio scientifico. E ' auspicabile che la disinvolta e ridicola messa in vendita sia un'altra bufala. Non dimentichiamoci conclude Giuseppe Tanelli -che il 95 del territorio ex minerario è protetto dal Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano". Come primo effetto gli e comuni minerari si aspettano il rinvio dell'apertura dell'asta. Inoltre, come ricorda Claudio De Santi, non va dimenticato l'interessamento.