Caro Augias, giorni fa ha scritto un signore che, a palazzo Barberini, ha trovato una cassiera che ignorava la mostra su Daniele da Volterra in corso a pochi passi dal suo sportello. Sono il coordinatore dei servizi di accoglienza del Maxxi, non lontano da Palazzo Barberini. Con me lavorano circa 80 assistenti alla visita che come dice la qualifica hanno il compito di rendere la visita degli ospiti il più istruttiva possibile. Questo perché la tutela del patrimonio esposto avviene ormai prevalentemente tramite la tecnologia, mentre il personale al pubblico svolge altri compiti. I miei colleghi dei quali fanno parte anche gli operatori di cassa, le guide didattiche, gli addetti ai bookshop e a quel servizio informazioni cui il suo lettore si sarebbe dovuto rivolgere parlano in media 4 lingue e hanno un'età inferiore ai trent'anni. L'attesa di fantomatici manager internazionali non mi pare indispensabile. Proposte che, a mio parere, si iscrivono nel solito provincialismo italiano. Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo Roma Non condivido l'opinione del dottor Pellegrino sui nuovi dirigenti cercati anche all'estero. Credo che i musei italiani, tra i più belli del mondo, debbano essere gestiti con criteri più dinamici e che possibili dirigenti stranieri possano introdurre utili novità. Sul merito mi affido a quando mi scrive la signora Lilith Zulli (lilith. zulligmail. com): «Sono dipendente del Mibact e lavoro in uno dei più importanti musei di Roma (non palazzo Barberini), ogni giorno a contatto con centinaia di visitatori, italiani e stranieri, spesso delusi, talvolta infuriati di fronte a un patrimonio incredibile non sempre godibile per ragioni organizzative o mancanza di personale. Aggiungo però che la situazione, nonostante molte resistenze, comincia a cambiare. Esistono "vigilanti" formati in anni di esperienza o con laurea e titoli post-laurea; musei in cui la vigilanza si fa con tecnologie di tele-controllo, postazioni attive con computer e servizi di informazione. Se davvero questa ultima riforma manager o non manager riuscirà a intuire quanto meglio e quanto diversamente questo lavoro possa essere organizzato, avrà fatto centro. Che il personale addetto a vigilanza e accoglienza sia insufficiente lo sappiamo, potrebbe essere meglio utilizzato attraverso una diversa organizzazione di turni e mansioni. Questione Barberini: la cassiera disinformata non è un dipendente pubblico, ma una lavoratrice con contratto a termine di una società di servizi, guadagna circa 600800 euro al mese, non ha ferie e malattie pagate. Non è una giustificazione, certo, perché è comunque assegnata a un servizio pubblico, ma è davvero incentivata a svolgere le sue mansioni con competenza e informazione? ».
Quando i musei sono gestiti
Il coordinatore dei servizi di accoglienza del Maxxi, un museo a Roma, ha risposto a un articolo di giornale che ha parlato di una cassiera che ignorava la mostra di Daniele da Volterra a Palazzo Barberini. Il coordinatore sostiene che l'attesa di nuovi dirigenti internazionali non è necessaria e che i musei italiani debbano essere gestiti con criteri più dinamici. Un dipendente del Mibact, che lavora in un museo di Roma, ha scritto una lettera in cui sostiene che la situazione sta cambiando e che esistono formati in esperienza e laurea che possono aiutare a migliorare la gestione dei musei.
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