SONO 98 le proposte arrivate da tutto il mondo, entro giugno sarà pubblicata la graduatoria e sarà proclamato un vincitore a cui spetteranno 65 mila euro e un progetto definitivo da realizzare. La Fondazione nazionale Inarcassa sostiene il bando (aperto ai grandi studi ma anche ai giovani architetti) e ha composto una commissione qualificatissima di giudici (tra cui l'architetto Franco Purini e Alfio Pini, capo del corpo nazionale dei Vigili del fuoco). Era quello che a Coroglio attendevano da 2 anni ma sulla festa della giornata aleggia il no secco e definitivo dell'Assise per la città di Bagnoli che nei giorni scorsi ha chiesto la sospensione delle procedure avviate dal bando perché "promuove di fatto la progettazione di un'opera abusiva". Il nodo della discordia è la spiaggia, ci sarà una passeggiata che collega Nisida e Coroglio e alle spalle sorgerà il nuovo museo. Una scelta urbanistica che intaccherà la linea di costa. «Vo- gliono bloccare il bando? Siamo in democrazia - attacca Enzo Lipardi, consigliere delegato di Città della Scienza - le critiche sono ammesse ma le falsità no. Stiamo per presentare una denuncia penale perché dicono falsità. Tra poco ci sono le elezioni regionali, forse stanno preparando delle candidature. Noi stiamo seguendo una procedura decisa per legge del governo, siamo obbligati a costruire. Il tema della linea di costa è stato disciplinato dalla Soprintendenza. Queste persone sono le stesse che erano dietro gli assalti di Città della Scienza qualche mese fa. Che se ne facciano una ragione. Nessuno è riuscito a bloccarci, non lo ha fatto una bomba, non saranno nemmeno le querelle legali a fermarci». Chi ha firmato l'appello contro il bando è un gruppo di architetti e ingegneri ben noti alla città. «Ricordiamo che tra loro c'è Vezio De Lucia - prosegue Lipardi - è lui il responsabile dello sfacelo di Bagnoli. In generale quando si fallisce si sta zitti. Vorremmo che questo deserto di Bagnoli ritornasse a portare svi- luppo e conoscenza alla città di Napoli. Chi scambia l'Accordo di programma quadro che è un atto politico per un documento urbanistico o è ignorante o è in malafede. Io propendo per la seconda ipotesi». «Sono triestino e sono rimasto scosso anch'io alla notizia dell'incendio di 2 anni fa - dice Andrea Tomasi, presidente della Fondazione Inarcassa i colleghi che chiedono la sospensione del bando leggano i 100 allegati e scopriranno che è tutto in regola, i vincoli saranno rispettati. Vogliamo che Città della Scienza rinasca, lo dico da cittadino italiano. È per questo che la nostra fondazione per la prima volta viene al Sud ad offrire le proprie competenze». All'approvazione del progetto definitivo, si firmerà un nuovo accordo di programma con le istituzioni che darà la licenza a costruire. Poi si pubblicherà il bando da 34 milioni di euro che durerà 6 mesi. Sulla carta si prevedono 12 mesi di cantiere, entro 2 anni e mezzo il museo della scienza dovrebbe rinascere. Fin qui i tempi tecnici. Poi ci sono quelli della politica, ben più lunghi.