UN ACCADEMICO ha messo gli occhi sul posto di soprintendente archeologo di Roma. È Giuliano Volpe, 56 anni, ordinario di archeologia all'università di Foggia, che ha presentato la domanda per la procedura di interpello. Ai primi di febbraio il ministro Franceschini dirà chi avrà l'onore, e l'onere, di accomodarsi negli uffici di palazzo Massimo. La soprintendenza speciale di Roma, con il Colosseo che funge da bancomat, ha un bilancio monster da 60 milioni di euro. Ma è alle prese con problemi di personale, complicate gare milionarie, difesa del territorio dall'attacco dell'abusivismo. Volpe, rettore dell'ateneo foggiano dal 2008 al 2013, quando si è autosospeso per candidarsi con Sel al Senato, dovrà vedersela, per il posto da 145mila euro all'anno, con agguerriti e preparati tecnici interni del ministero Beni culturali. A partire dalla soprintendente uscente, l'archeologa Maria Rosaria Barbera, che ha portato il Colosseo al record di ingressi. O l'ex direttore generale per l'archeologia, Luigi Malnati. Ma anche Francesco Prosperetti, architetto con esperienza nell'archeologia durante la direzione della Calabria, e ora "in credito" con il Mibact per quel posto da dg per Arte e architettura contemporanee che gli è stato promesso e poi negato (ha fatto ricorso al Tar). Ma Volpe ha buoni uffici al Collegio romano. È stato messo a capo della commissione Mibact-Comune di Roma sull'area archeologica centrale e, fino a giugno, è presidente del (congelato) Consiglio superiore beni culturali. La sua speranza è che Franceschini, dopo Massimo Osanna a Pompei, decida di affidarsi anche per la polveriera Roma a un prof d'università.