Il ministro dice "no" alla proroga chiesta dal Comune e avallata dalla Soprintendenza. La giunta decide di smontarle Via le tre cupole dall'area archeologica di Paestum. Il Ministero ha bocciato la proroga relativa alla permanenza delle strutture all'interno dell'area archeologica di Paestum, di fronte al tempio di Cerere. L'amministrazione - col parere favorevole della Soprintendenza - aveva chiesto la possibilità di mantenere le sfere nell'area archeologica fino al 31 dicembre, in vista dell'Expo Milano, per l'organizzazione di eventi collaterali per la promozione del binomio templi e mozzarella. Ieri lo doccia fredda, col no arrivato direttamente dai vertici del Ministero guidato da Franceschini. Il sindaco Italo Voza ha convocato d'urgenza la giunta comunale per approntare la delibera di delocalizzazione delle cupole. Per smontarle occorreranno circa 25mila euro: e bisognerà fare in fretta per rimontarle altrove «con modalità tali da minimizzare i costi di intervento previsti anche procedendo in economia e attraverso organismi partecipati dell'ente». La giunta ha dato mandato al responsabile dell'Area VI di provvedere all'individuazione nel rispetto di ogni normativa ambientale, urbanistica, tecnica ed edilizia, di un'altra area del territorio geologicamente compatibile utile alla ricollocazione delle strutture, affinché «si possano utilizzare per eventi di natura sociale, culturale ed economica, preferibilmente nell'area massimamente urbanizzata di Capaccio scalo. Senza precludere altre opportunità vagliate dall'amministrazione». «Avevamo chiesto una proroga - spiega Voza - dopo il positivo esito della Borsa mediterranea del turismo archeologico, ed anche per la possibilità di candidare la stessa struttura ad ospitare iniziative dell'Expò per i territori, legato all'Expò di Milano 2015, da considerarsi momento di certa valorizzazione del territorio e delle sue potenzialità, con l'ulteriore possibilità di utilizzo dei fondi stanziati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione per attività ed eventi dal primo maggio al 31 ottobre 2015, con il coinvolgimento diretto e dell'indotto di 70 produzioni tipiche, 20 siti Unesco, 150 musei statali e luoghi di interesse culturale, 320 comuni e migliaia di studenti». Un coro di no ha osteggiato la collocazione delle tre cupole nell'area archeologica di Paestum, a partire dall'associazione di Legambiente, ai comitati cittadini, all'opposizione consiliare (che ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura), ai parlamentari ed esponenti politici. Voci di dissenso e richieste di delocalizzazione sono giunte anche dal mondo della cultura. Il professore Salvatore Settis, uno degli archeologici più importanti a livello mondiale, aveva detto a La Città: «Le cupole devono essere tolte immediatamente. La loro presenza nei templi è a dir poco scandalosa. Se turismo archeologico vuol dire distruggere i siti allora stiamo veramente impazzendo». Contro le tre cupole collocate di fronte al tempio di Cerere si era scagliato anche il critico d'arte Vittorio Sgarbi, parlando di «un insulto alla civiltà dei Templi», chiedendone la rimozione. «I templi sono sacri e hanno bisogno dello spazio circostante per essere goduti nel loro splendore - aveva evidenziato Sgarbi sempre su La Città- le strutture sferiche e semisferiche creano un effetto di disturbo con la struttura rettilinea del tempio». Tanti gli eventi che erano stati programmati all'interno delle cupole che non potranno più essere realizzati o quantomeno dovranno essere organizzati altrove, dove cioè la cupole saranno sistemate dal Comune.