NOMINATE Mario Turetta direttore, oppure usciamo dalla gestione della Reggia di Venaria. Il ricatto del ministro dei Beni Culturali non rimane un sì dice, ma viene inserito nei verbali delle riunioni dell'assemblea del Consorzio. Un gesto di trasparenza, di sicuro la volontà di rimarcare nei confronti degli altri soci chi comanda e chi può anche decidere di chiudere i cordoni della borsa. Nella versione originaria dei verbali la battuta in questione non era stata inserita, ma ieri mattina negli uffici della Reggia è arrivata una e-mail del segretario generale del ministero, Antonia Pasqua Recchia, che chiedeva di inserire la frase come riportata nella stessa mail. Poche righe che hanno però fatto saltare sulla sedia i vertici uscenti del Consorzio. «Il ministro ha espresso chiaramente la volontà di affidare la direzione al dottor Turetta, già direttore regionale del Piemonte, altrimenti sarebbe necessario per il ministero una riflessione o anche un ripensamento sull'impegno dello Stato nel Consorzio scrive Recchia Invita gli enti consorziati a non stravolgere la visione culturale e politica del ministero». ---------------------- PAROLE inserite nel verbale approvato. Quale sarebbe la visione? «Investire su Venaria Reale nell'ottica di conferire al Consorzio anche le altre residenze sabaude attualmente gestite dallo Stato». Un rischio per la stessa Reggia perché il segretario nella stessa riunione sostiene che il milione e mezzo che il ministero darà al Consorzio nel 2015 dovrebbe servire «a valorizzare l'intero sistema delle residenze sabaude». Alla fine la visione culturale e politica del ministero è stata rispettata. Nella riunione dei soci di ieri pomeriggio Mario Turetta è stato nominato direttore, ma non ha ancora firmato il contratto causa l'assenza di un nuovo presidente. La Regione Piemonte, presente con l'assessore alla Cultura Antonella Parigi, ha ribadito la sua contrarietà, «nel metodo e nel merito», ma non si è opposta alla nomina. Agli atti è stata messa anche una dura lettera del presidente Sergio Chiamparino che, però, cerca di ricucire: «Avremmo preferito un altro percorso, ma garantiremo comunque il nostro impegno per la Reggia di Venaria, perché si tratta di un gioiello nazionale sottolinea non sono uno che fa dispetti. Ora aspettiamo le indicazioni del ministero per arrivare alla nomina del presidente». Il presidente uscente Fabrizio Del Noce alla fine della riunione interviene per stigmatizzare l'atteggiamento del ministero e ipotizza, visto che è stata violato lo Statuto della Reggia, possibili ricorsi. «È un giorno triste», dice in assemblea. Non solo. Dopo le polemiche sulla nomina di Turetta, scattano le polemiche sul compenso del direttore. L'ex numero uno dei Beni Culturali prenderà 175 mila euro all'anno, il direttore uscente, Alberto Vanelli, si fermava a 120 mila, più 30 mila euro di premio di risultato approvato dall'assemblea. Circa 25-30 mila euro in più, pagati dal Consorzio e senza possibilità di scelta. Ma quello della nomina di Turetta non è l'unico autogol, per usare un termine evocato dall'ex presidente Del Noce, della giornata del segretario del ministero. Recchia scrive la mail dove chiede di inserire la puntualizzazione nel verbale mentre viaggia sul Frecciarossa che la sta portando da Roma a Torino per la riunione fissata alle 16. Viaggio durante il quale riceve anche una telefonata in cui le viene annunciato che la presidente designata per la Reggia, all'ultimo minuto, ha detto «no, grazie». Si tratta di Francesca Lavazza, responsabile comunicazione dell'omonima azienda del caffè. E quindi è costretta a non dare indicazioni per la poltrona di numero uno che rimarrà vuota fino alla prossima assemblea, convocata per il 28 di gennaio. A questo punto, però, un nome lo fa la rappresentante di Franceschini: è quello di Claudio Strinati, storico dell'arte, personalità eccellente. «Ma non è in pensione?», viene fatto notare alla funzionaria. E la risposta: «Si, perché? Qual è il problema? ». Semplice, con la riforma Madia non si possono dare incarichi a pensionati. La riunione dura poco più di un'oretta, tra gli imbarazzi e la tensione generale. Vanelli rimarrà ancora direttore fino a quando subentrerà Turetta, difficile che possa continuare a collaborare nella fase di transizione. Il contratto con il nuovo numero uno sarà firmato dal nuovo presidente che sarà scelto dopo «una consultazione tra Franceschini, Chiamparino e Fassino», dice Recchia durante l'assemblea. Anche queste sono parole che disorientano i presenti: «Perché Fassino?», si chiede qualcuno.
PIEMONTE - Reggia di Venaria, Roma impone Turetta direttore "Senza di lui niente soldi"
Il Consorzio per la Reggia di Venaria Reale ha nominato Mario Turetta direttore, a seguito di una pressione del ministro dei Beni Culturali, Antonia Pasqua Recchia. La nomina è stata inserita nei verbali delle riunioni dell'assemblea del Consorzio, dopo che Recchia aveva chiesto di inserire una frase che criticava gli altri soci. Il ministro ha espresso la volontà di affidare la direzione al dottor Turetta, altrimenti sarebbe necessario per il ministero una riflessione o anche un ripensamento sull'impegno dello Stato nel Consorzio. La Regia di Venaria Reale è stata nominata direttore, ma non ha ancora firmato il contratto causa l'assenza di un nuovo presidente.
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