La nuova programmazione del museo spiegata da Primerano «Ci collegheremo all'Expo con la mostra sull'Ultima cena» «Il filo conduttore della programmazione di quest'anno stabilisce un collegamento ideale con Expo 2015 . A fine gennaio, infatti, inaugureremo una mostra dedicata al tema dell'Ultima cena e della convivialità nell'arte sacra. Esporremo opere appartenenti alle nostre collezioni, ma ci sarà un importante affaccio sul contemporaneo. Quando l'iniziativa chiuderà, in una sala del museo presenteremo delle opere che approfondiscono l'argomento dell'alimentazione secondo il duplice aspetto di rito e di gesto quotidiano. Saranno di diversa tipologia, epoca, autore: uno spazio aperto anche al contributo di artisti contemporanei. Al contempo, amplieremo l'offerta con delle proposte pensate in chiave interculturale e interreligiosa, sia per la scuola sia diffuse sul territorio». È Domenica Primerano, ad anticiparci le linee guida del poliedrico programma che caratterizzerà l'attività 2015 del Museo diocesano tridentino, di cui è direttrice. «L'intento è di proseguire nel segno del 2014, anno in cui i numeri sono cresciuti. Parliamo di un 20 di visitatori in più rispetto al 2013, e anche gli ingressi attraverso i servizi educativi proposti dal Museo hanno registrato una buona ripresa. Nel 2012, in concomitanza con l'apertura del Muse, ci eravamo trovati a fare i conti con una flessione. La guest card ha senz'altro contribuito alla crescita, ma ancor più lo ha fatto la qualità di mostre quali Arte e persuasione e Infinito presente». Un 2014 con dei risultati lusinghieri quello del Museo diocesano tridentino: più di 44.000 visitatori, dei quali 13.000 attraverso i servizi educativi del museo. Un successo che si lega anche all'accresciuto interesse del pubblico attorno al dialogo tra spiritualità, fede e linguaggi del contemporaneo. Ad aprire il 2015 del Museo diocesano tridentino sarà, dunque, Alla stessa mensa, tra rito e quotidianità. Percorsi di riflessione attraverso l'arte , la mostra che sarà inaugurata il 6 febbraio alle 18 e rimarrà visitabile fino al 13 aprile. Con l'esposizione successiva (inaugurazione il 24 aprile, chiusura il 7 settembre), si entrerà nel delicato territorio di Affidarsi al cielo. Gli ex voto del santuario di Montagnaga di Piné . Risale al 1981 Ex voto . Tavolette votive nel Trentino , l'iniziativa curata da Gabriella Belli presso il Palazzo delle Albere che dava conto della vasta campagna di schedatura degli ex voto presenti in Trentino. Il restauro di gran parte dei 354 ex voto custoditi nella chiesa di Sant'Anna di Piné, il santuario che conserva il più cospicuo nucleo di tavolette votive del Trentino, consente ora di riaffacciarsi ad un ambito pregno di significato. «La relazione che si instaura tra gli oggetti votivi e il santuario pinetano della Madonna di Caravaggio spiega Primerano ha infatti prodotto una complessa realtà devozionale, delineando uno spazio mistico-taumaturgico che include anche il territorio circostante al luogo di culto. La mostra intende esplicitare tale». L'iniziativa avverrà in collaborazione con la Soprintendenza ai beni culturali della Provincia di Trento che ha promosso gli interventi di restauro. In autunno, infine, con Mio dolce paese, dove sei? Il Miserere di Georges Rouault in dialogo con le immagini della Grande Guerra , il Diocesano commemorerà anche il centenario dalla Prima guerra mondiale. Georges Rouault (Belleville 1871 Parigi 1958), uno dei più importanti rappresentanti dell'arte sacra degli ultimi due secoli, commentò con «Mio dolce paese, dove sei?» la quarantaquattresima tavola del Miserere , una serie di 58 incisioni da lui ideate tra il 1912 e il 1927. In mostra il ciclo sarà posto in dialogo con alcune immagini che documentano la distruzione di edifici sacri trentini conseguente al primo conflitto mondiale. Ricorrono inoltre quest'anno i vent'anni dalla riapertura del Museo, avvenuta nel 1995 al termine di sette anni di lavori alla presenza di Papa Giovanni Paolo II. Sarà anche l'occasione per ricordare don Vincenzo Casagrande (Cembra, 1867-1943), primo direttore del Diocesano e protagonista della tutela dei monumenti in Trentino all'inizio del Novecento. Alla sua figura il 4 marzo sarà dedicata una giornata di studi dal titolo Conservare è cosa gentile e pietosa . L'incontro, organizzato con la Soprintendenza per i beni culturali, sarà ospitato dal Comune di Cembra, paese natale del sacerdote.