Otto parchi, aperture ridotte, siti web inadeguati, il rischio di perdere un'occasione Expo è una grande occasione per il turismo e per i siti Unesco, ma quelli bresciani paiono poco pronti. I siti delle incisioni rupestri sono scollegati tra loro e restano aperti poco, per il Capitolium i lavori termineranno per maggio. Otto parchi e sei tipi diversi di biglietti. Orientarsi tra le aree rupestri della Vallecamonica non è facile. Ogni parco ha un orario diverso dall'altro. E quello più importante, il sito di incisioni rupestri di Capo di Ponte che si fregia dal '79 del riconoscimento Unesco chiude tutti i giorni alle 13.30. Sabato e domenica compresi. Nella gestione dei parchi della Vallecamonica si incrociano siti archeologici nazionali, riserve regionali e parchi comunali. Manca un unico interlocutore, nonostante lo si invochi da anni. E così nascono problemi anche per una visita guidata. La risposta, spesso, è che la visita andava «prenotata il giorno prima». Di certo tutto questo non facilita i milioni di visitatori attesi in Lombardia per Expo. Ai loro occhi, probabilmente, la Valle dei Segni, come è stata di recente ribattezzata la Vallecamonica, apparirà come un territorio sempre più frammentato. Organizzarsi usando internet, in effetti, può aiutare. Il sito «Vallecamonicaunesco» ha una versione in inglese, ma l'aver raggruppato in un'unica pagina gli otto parchi non elimina la confusione. Anzi, forse la amplifica. Non c'è una gerarchia delle diverse aree e neppure una serie di percorsi già tracciati. Ogni parco, poi, ha orari diversi. E quindi bisogna pianificare tutto prima di partire. Chi nel weekend volesse raggiungere l'Adamello e poi, la domenica pomeriggio, decidesse di recarsi a Capo di Ponte, troverebbe il parco di Naquane chiuso. Il sito Unesco, come il Parco dei Massi di Cemmo, è aperto cinque ore al giorno. Inutile tentare di superare la delusione dirigendosi in paese, al museo della Preistoria (Mupre). Qui, oltre ai reperti esposti nelle vetrine, sono stati installati di recente cinque monitor touch screen : una fruizione multimediale che arricchisce l'offerta. I bambini potrebbero divertirsi, ma bisogna rinunciare: la domenica il museo non apre tutto il giorno. Si può provare a spostarsi più a sud, alla Riserva regionale di Ceto, Cimbergo e Paspardo. In quest'area naturale «aperta», che si snoda per 300 ettari, gli ingressi sono tre, ma solo uno è a pagamento, a Nadro di Ceto. Qui c'è il museo didattico della riserva, con infopoint, audioguide, bookshop e altri servizi. Il biglietto (3 euro) lo pagano tutti, ma sopra i cinque anni non esistono sconti. Il motivo è chiaro: la cooperativa che gestisce le attività e controlla le incisioni si finanzia con i biglietti che vende. Oltre a qualche migliaio di ticket, sono i laboratori l'altro introito. Bisogna far cassa e il personale è in qualche modo incentivato. Non a caso, a Ceto, la riserva chiude alle quattro del pomeriggio. Il punto però è arrivarci, in Vallecamonica. Non che i siti archeologici non siano segnalati. Sulla statale 42 che scorre lungo l'Oglio è pieno di cartelli della «Valle dei Segni», ma non esiste un infopoint sulla superstrada. Sarebbe utilissimo per catturare l'attenzione delle migliaia di sciatori che salgono verso Ponte di Legno. Invece non c'è. Bisogna uscire a Darfo e recarsi all'ufficio turistico. Niente pubblicità nemmeno sulla trafficata A4. E zero pannelli con il simbolo dei pitoti alla stazione Fs di Brescia. Nel 2009, con i fondi Cariplo, è nato il distretto culturale della Vallecamonica. Doveva essere la voce unica della valle, ma dopo cinque anni ci si accorge che la strada da fare è ancora tanta.
Brescia, Unesco, pitoti in ordine sparso
La Vallecamonica, un sito Unesco, è un territorio difficile da esplorare a causa della mancanza di un unico interlocutore e della confusione nella gestione dei parchi. I siti archeologici nazionali, riserve regionali e parchi comunali sono spesso scollegati tra loro e hanno orari diversi. La visita guidata è spesso complicata a causa della mancanza di prenotazioni. I biglietti per i parchi sono diversi e non ci sono percorsi già tracciati. I siti Unesco, come il Parco dei Massi di Cemmo, sono aperti solo cinque ore al giorno. Il museo della Preistoria (Mupre) non apre tutto il giorno, anche il sabato e la domenica.
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