Per Pantalica, l'Unesco da solo non basta. Figuriamoci per gli altri tesori della provincia. Così oltre alle Necropoli rupestre inserita nella World heritage list dal 2005, restano fuori dai circuiti turistici tradizionali molti luoghi d'arte e paesaggio. Il degrado delle tombe millenarie invase dalla spazzatura, come denunciato da turisti e archeologi, si commenta da solo. Come l'assenza di indicazioni e carte turistiche dedicati agli altri luoghi della provincia. «Il sito minore più visitato - dice l'etnoantropologo Paolino Uccello - è quello delle Concerie di Noto antica. Sono soprattutto gli stranieri che vogliono ammirare la città prima del 1693 e scoprire queste 60 concerie tutte scavate a mano nella roccia che hanno, quindi, interesse anche dal punto di vista paesaggistico. In questa zona di Cava Carosello, soprattutto nel periodo primaverile, portiamo escursioni anche una volta a settimana: non si paga ticket e si ammira un sito meraviglioso». Sempre nella cava del Carosello si trova anche un mulino del Settecento scavato nella roccia e ripulito dalla Forestale che è meta di turisti più attenti insieme con la chiesa rupestre di San Giuliano. «L'ingresso è da Noto antica - dice Uccello - ma non ci sono indicazioni specifiche e, quindi, senza guide non si possono conoscere. Lo stesso accade a Castelluccio: anche questo uno tra i siti nascosti più visitati. Qui l'interesse è per la necropoli preistorica e la Tomba del Principe, un unicum archeologico insieme con la Grotta dei Santi. Ancora, a Bibbinello, si trova la chiesa rupestre di San Marco che è la più grande degli Iblei con un mulino ad acqua ancora integro e splendide cascatelle». Lungo la Maremonti si trova il sito di masseria Cardinale che fu location del film "La lupa" per la sua suggestione ma che oggi è in abbandono. «E' difficile arrivare in questi luoghi meravigliosi - dice lo studioso - e bisognerebbe fare un progetto lungimirante per immaginare la carta dei siti minori legati anche al paesaggio e alla storia del comprensorio. Per questi tesori, infatti, applicazioni virtuali e codici a barra per smartphone e tablet non servono: dentro le cave non funzionano. Allora sarebbe utile una carta con le indicazioni, nel dettaglio, di come giungere in questi luoghi e cosa visitare». Quello che manca è una politica capace di trasformare le potenzialità in rilancio. E questo non solo per Pantalica e dintorni. «Basta guardare la situazione di Siracusa - dice Carlo Castello, componente del direttivo nazionale delle Guide turistiche - manca un info point a Ortigia che possa indirizzare i visitatori nei siti limitrofi, valorizzando appunto l'intera provincia. Manca un tavolo con tutti i protagonisti che decida a novembre il programma dell'anno successivo e, dunque, metta in campo una pianificazione seria di iniziative capaci di intercettare turisti e promuovere pacchetti ad hoc». Per queste ragioni, gli addetti ai lavori stilano una lista di priorità: suggerimenti agli altri enti chiamati in causa per colmare annose carenze e potenziare il settore ascoltando la voce di chi, ogni giorno, lavora con i turisti. «Servono innanzitutto più navette in Ortigia - dicono le guide turistiche - Organizzare eventi e mostre in collaborazione con la SOpRINTENDENZA. Occorre anche la segnaletica stradale per i pullman turistici e poi, ancora, sarebbe utile collegare, almeno in estate, con un servizio di autobus la città ai maggiori siti archeologici della provincia come Thapsos, Vendicari, Palazzolo, Buscemi, Buccheri, Sortino, Ferla e Canicattini. Quello che serve, subito, è fare pubblicità. Abbiamo avuto risultati lo scorso anno quando i turisti hanno apprezzato le escursioni in provincia e questo ha rappresentato l'occasione per rimanere qualche notte in più in città. Un esperimento che riproporremo». 22012015
SICILIA - Paesaggio. Anche Carosello e Bibbinello sono d'interesse ma in oblio
L'Unesco ha inserito la Necropoli rupestre di Pantalica nella lista dei siti del patrimonio mondiale, ma ci sono altri tesori della provincia di Siracusa che non sono ancora stati valorizzati. Gli archeologi e i turisti denunciano il degrado delle tombe millenarie e l'assenza di indicazioni e carte turistiche per gli altri luoghi della provincia. Il sito minore più visitato è quello delle Concerie di Noto antica, dove si trovano 60 concerie scavate a mano nella roccia. Altri luoghi di interesse sono Castelluccio, Bibbinello e la Maremonti, dove si trovano necropoli preistoriche, chiese rupestre e cascatelle.
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