PARTITI e istituzioni in grave ritardo per la costruzione della Città metropolitana: la denuncia è di Italia Nostra, che, di fronte allo stadio ancora larvale della definizione del nuovo organismo territoriale, ha riunito ieri un'assemblea aperta a chi ha a cuore le sorti urbanistiche di Napoli e provincia. All'ordine del giorno anche un altro ritardo, quello della nomina del Commissario governativo per la bonifica di Bagnoli e il ripristino della linea di costa e della spiaggia di Coroglio nel rispetto del Piano regolatore. A condurre la riunione, nell'open house dell'editore Guida in via Bisignano, il presidente Guido Donatone e l'ex assessore all'Urbanistica del Comune, Luigi De Falco. «La Città metropolitana nasce male o quanto meno debole, intorno al tema si registra il vuoto. Il suo statuto doveva essere approvato per legge entro il 31 dicembre 2014 ha informato Donatone ed entro il 30 giugno scatterà il potere sostitutivo del Governo». Italia Nostra insiste sull'istituzione dell'Ufficio di Piano «per provvedere al corretto assetto urbanistico del territorio e per risolvere il problema dei trasporti, della sicurezza e della vivibilità di tutti i comuni e l'apposizione da parte del ministero dei beni culturali del vincolo paesaggistico a salvaguardia dei centri storici di interesse». De Falco ha ripercorso la vicenda di Bagnoli dai tempi del suo assessorato: «Italia Nostra chiese il vincolo paesaggistico, ma il tavolo nato in soprintendenza si è sciolto», e ha ricordato che l'associazione ambientalista ha presentato un ricorso al Tar contro l'accordo di programma quadro (Apq) per la ricostruzione di Città della Scienza dello scorso agosto, perché «fondato su un intervento abusivo».