ROMA . I carabinieri del Comando Tutela e Patrimonio Culturale hanno recuperato 5361 reperti archeologici trafugati in decine di anni nel corso di scavi clandestini. «Si tratta del ritrovamento più grande di sempre, del valore di 50 milioni di euro», ha spiegato ieri il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, annunciando quella che è stata ribattezzata "Operazione Teseo". I reperti sono ora in quattro sale alle Terme di Diocleziano, ma l'intenzione, ha precisato il ministro, «è di riportarli nei loro luoghi di provenienza». Che, come ha chiarito la sovrintendente ai Beni archeologici di Roma, Mariarosaria Barbera, «sono le regioni del centro-sud: Campania, Puglia, Sardegna, Basilicata e Lazio». Si tratta di anfore, vasi, bronzetti, pezzi di affreschi provenienti dalle ville vesuviane. L'Operazione Teseo ha preso il via dal ritrovamento del vaso di Assteas, recuperato al Getty Museum di Malibu, ma trafugato dalla Campania. Durante quell'inchiesta i Carabinieri sono risaliti a Gianfranco Becchina, ex facchino diventato in pochi mesi gallerista in Svizzera con un volume d'affari milionario. Il suo patrimonio si scopre essere il risultato di una decina di scavi clandestini che hanno alimentato una rete internazionale di commercio illegale tra Stati Uniti, Germania, Giappone, Australia e Inghilterra.