Il ministro Franceschini: «Si tratta del ritrovamento più grande della storia, con un valore di circa 50 mln di euro» I Carabinieri del comando TPC restituiscono al patrimonio culturale oltre 5000 reperti archeologici trafugatiI Carabinieri del comando TPC restituiscono al patrimonio culturale oltre 5000 reperti archeologici trafugati «Si tratta del ritrovamento più grande della storia, con un valore di circa 50 milioni di euro», così il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha commentato durante una conferenza stampa organizzata alle Terme di Diocleziano di Roma, la restituzione in Italia di 5361 reperti archeologici da parte dei Carabinieri del comando tutela patrimonio culturale. «I carabinieri TPC ha continuato il ministro hanno svolto un'operazione straordinaria non soltanto per la quantità delle opere ritrovate ma anche per la bellezza e la qualità. Queste opere devono ora tornare nelle regioni di provenienza, valorizzando il patrimonio sul territorio. Prima, però, occorre organizzare un'esposizione anche per i non addetti ai lavori, in modo da dare la possibilità alla collettività di vedere sia i beni ritrovati sia l'ingente e prezioso lavoro svolto dai Carabinieri». ArteMagazine ha seguito la conferenza stampa e vi mostra le immagini dei beni ritrovati. «Siamo molto soddisfatti per il recupero dei beni ha affermato la soprintentendente dei Beni archeologici di Roma, Maria Rosaria Barbera Questo ritrovamento deve tuttavia farci riflettere sulle tante depredazioni che il nostro Paese subisce, a seguito delle quali i materiali non torneranno più nel loro contesto d'origine». Anfore, crateri, loutrophoros, oinochoe, kantharos, trozzelle, vasi, statue votive ma anche affreschi e armature in bronzo: il ritrovamento è davvero unico e coinvolge oggetti di epoca compresa fra l'VIII secolo avanti Cristo e il III secolo dopo Cristo, rimpatriati da Basilea (Svizzera). Le opere trafugate erano destinate al mercato clandestino internazionale e coprivano i gusti dei più disparati mercanti d'arte. Numerose le regioni del Belpaese vessate dai furti, in modo particolare Puglia, Basilicata, Lazio, Calabria e Sardegna. I reperti venivano venduti in Inghilterra, Germania, Usa, Giappone e Australia, con intermediazioni e triangolazioni effettuate per rendere credibile e apparentemente legale la compravendita. Dopo una lunga indagine, denominata Teseo, della quale ArteMagazine ha qui raccontato la storia, i Carabinieri sono riusciti a ricostruire la genesi della vicenda e a riconsegnare alla comunità i beni culturali. Fra i nomi al centro dell'attività investigativa, Gianfranco Becchina che, partito come facchino d'albergo in Svizzera diviene in breve tempo titolare di una galleria d'arte a Basilea con un volume d'affari miliardari. Dopo aver provato l'origine illecita dei reperti, il 10 febbraio 2011 il Tribunale di Roma ha emesso un provvedimento di confisca delle opere perché provenienti da scavi clandestini, furto e ricettazione. Nel 2012 la Corte Supremadi Cassazione ha confermato la restituzione allo Stato italiano di tutti i reperti. Gianfranco Becchina, tuttavia, ha visto cadere in prescrizione i propri reati. In Italia, inoltre, non esiste nessuna forma di reato per l'esportazione internazionale dei beni culturali.
ROMA-Beni trafugati, i Carabinieri recuperano oltre 5000 reperti archeologici
Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha commentato la restituzione in Italia di oltre 5000 reperti archeologici trafugati, il ritrovamento più grande della storia con un valore di circa 50 milioni di euro. I reperti sono stati restituiti dai Carabinieri del comando tutela patrimonio culturale dopo un'operazione straordinaria. Le opere devono ora tornare nelle regioni di provenienza, valorizzando il patrimonio sul territorio. Prima, però, occorre organizzare un'esposizione per i non addetti ai lavori. La soprintendente dei Beni archeologici di Roma, Maria Rosaria Barbera, ha affermato di essere soddisfatta per il recupero dei beni.
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