Lo stato dell'arte delle candidature Unesco nella provincia di Gorizia è stato lungamente dibattuto durante l'incontro tra la Commissione consiliare III alle attività culturali, presieduta da Elisabetta Medeot, e chi si occupa dell'iter delle proposte. I Comuni coinvolti in questa progettualità, lo ricordiamo, sono il capoluogo Gorizia con l'ipotesi di candidatura del fiume Isonzo, Monfalcone con il progetto di valorizzazione antropologica del Carso e Dolegna del Collio che, assieme alla limitrofa municipalità slovena di Brda, ha da tempo avviato un processo di candidatura transfrontaliera. Assente una rappresentanza di Grado che, con il suo Castrum e la serialità con la vicina Aquileia, gode anch'essa di buone prospettive. Nelle parole del presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, è arrivato un «plauso a un novero così elevato di progetti in un'unica provincia di piccole dimensioni, a supporto di quanto le unicità ambientali, paesaggistiche e culturali costituiscano un unicum territoriale su cui riflettere approfonditamente». Una riflessione condotta sotto il profilo tecnico dal Club Unesco di Gorizia, ricostituitosi appositamente per supportare la candidatura dell'Isonz,o e da quello di Udine, che vanta una lunghissima esperienza e diversi progetti andati a buon fine (Aquiliea, Cividale e Dolomiti), con il supporto di Italia Nostra, rappresentata dall'architetto Luisa Codelia. Nelle successive considerazioni, svolte dai consiglieri regionali Gratton e Ziberna e dall'assessore comunale Ceretta, è stato ribadito come una vicinanza bipartisan e fattiva delle istituzioni coinvolte possa garantire le stesse possibilità d'appoggio a ciascun progetto, in funzione della definizione dei dossier essenziali per accedere alle liste previste dall'Unesco, che ammette per ogni Stato due candidature l'anno: una relativa a beni culturali, a beni naturali o a beni misti mentre l'altra può riguardare unicamente un bene naturale. «Ed è un vero e proprio segno di ricchezza ha rimarcato l'assessore provinciale, Federico Portelli - che su un territorio così piccolo vi sia questo numero d'iniziative che, però, in termini di osservanza alle linee guida Unesco non sono equipollenti. A fronte di tanto entusiasmo la Provincia si pone, dunque, come mediatore tra un territorio così composito e ricco d'attrattiva e istituzioni e i successivi progressi riguardanti ciascun progetto saranno nel tempo seguiti dai lavori della terza commissione provinciale, con funzione di coordinamento». Matteo Femia
DOLEGNA DEL COLLIO-Le candidature Unesco prendono corpo
La provincia di Gorizia ha presentato diverse candidature Unesco, tra cui il fiume Isonzo, il Carso e il Collio. I Comuni coinvolti hanno presentato progetti per valorizzare la loro cultura e la loro natura. La Provincia si è posizionata come mediatore tra le istituzioni e i progetti, e si prenderà cura di seguire i progressi dei progetti. La candidatura Unesco è un processo che ammette due candidature all'anno, una per beni culturali, naturali o misti, e un'altra per un bene naturale. La Provincia si è mostrata entusiasta per le iniziative presentate, ma ha anche sottolineato la necessità di osservanza alle linee guida Unesco per garantire la qualità dei progetti.
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