Non solo il Piano regolatore della cultura annunciato per il 22 gennaio, ma anche la costruzione di un polo culturale che metta in rete i Musei civici, la Civica, la Figurina, Fondazione Fotografia e la Galleria Estense. L'Expo alla Palazzina, dopo le polemiche, vedrà l'organizzazione di mostre e incontri, ma nell'edificio si venderanno e cucineranno anche i prodotti tipici. Esisterà presto un biglietto unico "Unesco" per visitare i luoghi d'arte e sono in vista anche nuovi assetti nelle direzioni dei teatri di Ert e Pavarotti. In questa prima intervista dalla nomina del giungo scorso Gianpietro Cavazza, assessore alla Cultura e vicesindaco, spiega cosa cambierà. Cavazza cos'è il Prg previsto giovedì prossimo alle 20.30 alla Palazzina Pucci? «È un confronto con le istituzioni e le associazioni perché vogliamo ripensare Modena sul piano dell'offerta culturale arrivando a realizzare un aperto distretto in grado di crescere. Debbono crescere i rapporti tra chi fa cultura e deve crescere l'integrazione e la professionalità degli operatori, già alta ma in grado, se lo vuole, di esplodere a livello nazionale. Al centro di ciò un ruolo particolare va dato ai giovani, al futuro. Voglio dire che occorre integrare la cultura ad esempio con il sociale». Veniamo alla pratica, sono sufficienti le sinergie attuali? «No, infatti stiamo pensando a creare un polo tra gli istituti cittadini, pubblici e privati: punto all'integrazione, alla condivisione dei programmi scientifici. Un esempio recente di integrazione è stata la notte di Capodanno organizzata da Radio Bruno, scelta in una rosa di dieci proposte». Un polo tra i musei, ma quando? «Presto, occorre iniziare a parlarne e sarà integrazione almeno a livello di scelte gestionali». Unesco: sul nuovo regolamento è già polemica. «Entro fine febbraio, primi di marzo al massimo, contiamo di portare in consiglio comunale il testo che è stato da noi modificato mettendo a lavorare insieme gli assessorati di Urbanistica, Patrimonio, Economia, Centro storico e Cultura prima di incontrare le associazioni. Abbiamo anche esteso la tutela ambientale dell'area, inoltre non si potranno invadere il Sacrario e il sagrato del Duomo. Non si potrà lavorare a meno di 5 metri dai monumenti e si potranno fare 25 eventi l'anno oltre alcuni nazionali come Pavarotti e Festival Filosofia. Non possiamo certo pretendere che il regolamento Unesco ci sia bocciato dal Comitato». Calerà quanto si potrà fare in piazza Grande. «Sì, infatti pensiamo di fare i concerti all'area spettacoli della tribuna del Novi Park o in piazza Roma. E c'è un'altra novità». Dica. «Abbiamo pensato di introdurre il biglietto unico Unesco, per i musei comunali, Fondazione Foto, la Galleria Estense che riaprirà. Con quest'ultimo museo statale che riaprirà il 29 maggio ragioneremo in giugno quando sarà scelto il nuovo direttore». A proposito di direttori, Pierini della Civica si è dimesso tra mille polemiche. Il prossimo quando arriverà? «Ora diamo la precedenza alla nascita del Polo culturale che le dicevo, per cui ne riparleremo nel 2016. Pierini continuerà a curare le mostre annunciate per il 2015 poi con probabilità ci sarà una nuova selezione come fece Alperoli per scegliere Pierini». Veniamo all'Expo alla Palazzina. «Il cibo e l'energia, i temi di Expo Milano, sono collegati alla cultura per cui stiamo definendo quel che ci sarà ai giardini pubblici: dentro la Palazzina mostre ed eventi a tema, degustazioni, anche vendita e consumo dei prodotti tipici». E le mostre annunciate da Pierini che per questo si è dimesso? «Non sono cancellate, Pierini sta ancora collaborando con l'amministrazione comunale e seguirà le sue rassegne. Daniel Spoerri riusciamo a farla alla Palazzina a fine anno, l'appuntamento estivo di Art Kane sarà a Palazzo Santa Margherita e anticipiamo o spostiamo al prossimo anno la prima annunciata, dedicata all'arte degli artisti polacchi». Di recente, con le dimissioni di Ilaria Pulini dal Comune, avete nominato Francesca Piccinini anche direttore dell'archeologico oltre che della parte artistica che già deteneva. Ma non è una archeologa, è una storica dell'arte. «È una dirigente e il Comune ha scelto al suo interno, queste solo le competenze, per questo abbiamo unificato le due direzioni. Piccinini deve occuparsi di gestione e scegliere via via gli esperti di archeologia come avvenuto in occasione della recente mostra sulle Terramare». Veniamo ai teatri, Ert concorre a divenire teatro nazionale ma sia lì con Pietro Valenti sia al Pavarotti con Aldo Sisillo i direttori sono in carica da moltissimo tempo. «È vero, sono grandi professionisti, in grado di capire che occorre pensare al dopo. A Ert con la riforma Valenti potrebbe restare ancora 4 più 4 anni, ma presto avrà raggiunto l'età della pensione. In generale, comunque, quelli bravi non dobbiamo farceli scappare». Ora ci sono polemiche perché la figlia di Valenti si è sposata al Pavarotti. «Non si è sposata lì, ha fatto la festa secondo il regolamento di affitto del luogo. Ha pagato la cifra dovuta, in ogni caso abbiamo avviato una riflessione suoi luoghi culturali che si possono affittare per usi privati, pagando ovviamente». Siamo nei cento anni dalla prima guerra mondiale e il museo del Combattente è stato abolito. «Entro l'anno, in collaborazione con l'Istituto Storico, useremo parte degli oggetti. Il distretto culturale che costruiamo ha a che fare anche con la memoria e quest'anno oltre ai 100 dalla Grande Guerra sono gli 80 dalla nascita di Pavarotti, i 450 anni di Alessandro Tassoni e altri che vorremmo celebrare. Sono anche i settantanni della Resistenza, radici e memoria sono importanti». Ultima notizia: in estate la biblioteca Delfini sarà chiusa una sola settimana invece di tre.