L'immutata situazione in cui versa questa importante testimonianza storica ha scatenato i controlli del club Unesco Enna da cui è emerso il mancato rispetto dei canoni di tutela previsti in questi casi L'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Enna ha inviato al Presidente della Regione e ad altre Autorità coinvolte nella definizione delle strategie operative per la Villa, un documento nel quale si esortano «gli Enti competenti ad avviare, quanto prima, l'intervento di restauro dell'apparato musivo e degli affreschi parietali oltre che l'intervento per la risoluzione dei dissesti idrogeologici del sito e, contestualmente, avviare il Concorso Internazionale di Progettazione per l'attuazione degli interventi di valorizzazione, con particolare riferimento alla revisione del sistema dell'attuale copertura». Lo stato di degrado in cui versa la villa ha fatto sì che il club Unesco Enna effettuasse dei controlli, dai quali emergeva che la Villa non rispondeva del tutto ai canoni di conservazione e tutela richiesti dall'Unesco ad un bene dichiarato patrimonio dell'umanità. L'ordine degli Architetti invita ad «avviare, quanto prima, l'intervento di restauro dell'apparato musivo e degli affreschi parietali oltre che l'intervento per la risoluzione dei dissesti idrogeologici del sito e, contestualmente, avviare il Concorso Internazionale di Progettazione per l'attuazione degli interventi di valorizzazione, con particolare riferimento alla revisione del sistema dell'attuale copertura». Un ulteriore appello a concentrarsi sul restauro dei pavimenti musivi arriva dagli archeologi, che in occasione della riunione scientifica "Cibo per gli uomini Cibo per gli dei. Archeologia del pasto rituale", tenutasi a Piazza Armerina, hanno approvato all'unanimità un documento nel quale evidenziano il fortissimo stato di degrado nel quale versano i pavimenti musivi e gli affreschi. Gli archeologi chiedono che «immediate scelte operative siano indirizzate alla tutela dei mosaici e degli affreschi della villa ed alla conservazione e valorizzazione del sito medievale antistante l'ingresso della villa». Il sito medievale sarebbe identificabile con il borgo di Piazza prima della distruzione ad opera di Guglielmo I, e gli studiosi affermano che lo studio e la valorizzazione di questo siano di fondamentale importanza per la conoscenza della storia di Piazza Armerina e, per essa, di quella della Sicilia. Auspicano inoltre che il restauro e la valorizzazione della parte medievale siano integrati con quelli della parte romana. Intanto è ancora buio pesto attorno alle ipotesi di copertura. Bocciata dalla Soprintendenza di Enna l'ipotesi della copertura progettata da Canali, si torna a parlare del progetto Trizzino, una cupola che dovrebbe coprire l'intera villa, progetto che piace al sovrintendente Scuto ma che trova parere sfavorevole da parte di molti intellettuali ed associazioni, che chiedono a gran voce sia bandito un concorso di idee circa la copertura. La soluzione della cupola, tra l'altro, non sembra essere gradita neanche a Vittorio Sgarbi, che propenderebbe per una rivisitazione della soluzione Minissi con materiali nuovi. Un importante commento arriva dallo storico dell'architettura della Sapienza di Roma, Luigi Prestinenza Pugliesi: «...pare che a Piazza Armerina stia passando l'ipotesi cupola geodetica. Se la voce corrispondesse al vero, si vanificherebbe l'ipotesi di un consulto internazionale su un così importante problema. E l'opera di Minissi andrebbe perduta. Cio che ci preoccupa di più è che la cupola è stata promossa come un'opera dallo scarso impatto ambientale, mentre chiunque abbia mai visto una cupola geodetica sa quanto la sua presenza è forte nel territorio. Non siamo a priori contro questa come ogni altra ipotesi, ma date queste premesse non possiamo che essere preoccupati, anzi preoccupatissimi». Anche la manifestazione Salvalarte 2005, in Sicilia concentrerà la sua attenzione sulla Villa. è prevista una tavola rotonda che metterà al centro del dibattito la necessità di "Un intervento condiviso per il recupero della Villa Romana del Casale", con la collaborazione dell'Ordine degli Architetti di Enna, «durante la campagna Salvalarte del 2000, fu sancita la necessità della revisione o sostituzione della copertura, - dichiara Riccardo Calamaio - perché le condizioni igrometriche da essa causate stavano, insieme ad altre cause, danneggiando i mosaici. Alla luce dei dati forniti fu proposto di bandire un concorso di progettazione, che riguardasse anche il restauro dei mosaici. Da 5 anni Legambiente ribadisce questa necessità. Oggi, che sembra concreta la possibilità economica di intervenire sul sito (quasi 25 milioni di euro) senza avere definito come, con forza affermiamo la necessità di intervenire prioritariamente sul pavimento musivo e di bandire un concorso di progettazione per la copertura». Parere simile giunge dall'Ordine degli Architetti che propone l'immediato intervento di restauro dell'apparato musivo, degli affreschi parietali e la risoluzione dei problemi idrogeologici che interessano il sito, secondo le indicazioni già elaborate dal Centro Regionale del Restauro, - dichiara Maurizio Campo, presidente dell'Ordine degli Architetti di Enna - e contestualmente l'avvio di un concorso internazionale per la revisione del sistema di copertura. Siamo disponibili ad offrire il supporto necessario alla definizione del bando e dell'intero iter, garantendo quanto di propria competenza per ridurre al minimo i tempi utili all'espletamento della prassi concorsuale». Critico il consigliere provinciale La Malfa, che commenta: «L'idea formulata da qualcuno in questi giorni sul concorso di progettazione è fuori dal mondo, per una semplice ragione: il tempo che si perderebbe per l'espletamento della gara sarebbe esorbitante, escludendo i ricorsi che in materia sono probabili, e sicuramente a quel punto il finanziamento sarebbe perduto. è stato scritto che sui tempi non ci sono problemi. Vorrei ricordare che trattandosi di finanziamento comunitario i termini sono perentori, per cui se alla fine del 2008 l'opera non sarà completata nella sua interezza e rendicontata, le somme non utilizzate ritorneranno indietro, con l'aggravante di dover restituire anche quelle in parte già spese. Ecco da dove nasce la preoccupazione sul futuro della Villa. Ricordo che sulla Villa ci giochiamo tutti il futuro della città, la vicenda del Museo Trigona non è stata dimenticata, speriamo di non ripeterla».