SERAVEZZA Più burocrazia per le aziende che lavorano nelle cave dell'area protetta delle Apuane, in favore dell'ambiente. Ma tutto sommato il Piano paesaggistico - così com'è uscito dalla giunta regionale - per il presidente del Parco, Alberto Putamorsi, non mette più a rischio posti di lavoro. Il numero uno dell'ente Parco Apuane - anche se non espressamente - non si schiera come in passato con i sindaci dell'Alta Versilia. Che pochi giorni fa avevano manifestato le loro preoccupazioni, per una proposta di piano paesaggistico "peggiorativa", rispetto a quella uscita dalla Commissione regionale. Allo stesso tempo, però, Putamorsi non emette neppure un giudizio positivo: perché se da un lato - secondo lui - la Regione non ha colto il criterio adeguato per preservare l'ambiente, dall'altra il Pit (Piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico) avrebbe dovuto essere più restrittivo almeno su un aspetto. Intanto anche l'assessore regionale all'urbanistica Marson pochi giorni fa aveva sottolineato che con le ultime modifiche al piano paesaggistico l'economia locale non sarebbe stata messa a repentaglio. «Credo che questa legge ha spiegato Putamorsi - così come sta uscendo adesso è complessivamente buona. Sposta l'equilibrio sull'ambiente, e le aziende dovranno faticare di più ma pensare maggiormente all'ambiente. Tuttavia si tratta di un cambiamento che le aziende del settore saranno in grado di reggere - prosegue il presidente - Il problema era quello del concetto iniziale, che prevedeva restrizioni per le attività estrattive nelle aree intercluse del Parco: sparito questo intento si è tornati ad un equilibrio accettabile». Che tuttavia segue una logica sbagliata, per il presidente Putamorsi, che il Parco cercherà invece di far valere nell'elaborazione del Piano delle attività estrattive del Parco. Che attualmente ha subito un rallentamento in attesa dell'approvazione da parte del consiglio regionale del Piano paesaggistico, che ne è prevalente. «Se un'area estrattiva è interclusa o meno nell'area Parco (cioè interamente circondata dall'area protetta invece che in parte, ndr) non ci dice niente - prosegue Putamorsi - Ma bisogna capire invece quali sono i siti critici, cioè che hanno un impatto ambientale. E basandosi su ciò si ha una scelta sensata, non come ha fatto la Regione». Che invece ha suddiviso l'area del Parco delle Apuane in diversi bacini, ognuno dei quali con caratteristiche diverse. O scritto normative sulla base di aree contigue di Parco o intercluse. E in particolare per il presidente Putamorsi il problema ambientale riguarda le falde acquifere, per le quali la valutazione andrebbe fatta appunto sito per sito. Ma anche l'impatto visivo paesaggistico. «Il piano, sopra i 1200 metri di altezza, lascia ancora qualche possibilità, invece - commenta Putamorsi - io sarei stato più tassativo: o si scava in galleria o non si scava».