«Il piano paesaggistico attuale è percorso unicamente da norme sfavorevoli per il settore estrattivo». A prendere una dura posizione contro la Regione - ma anche contro il presidente del Parco Putamorsi - è il coordinamento delle imprese lapidee apuo-versiliesi. Che si uniscono alle preoccupazioni espresse dai sindaci, nei giorni scorsi. Prosegue così il dibattito sul piano paesaggistico regionale, dopo le modifiche emerse dopo l'approvazione del documento in giunta regionale. «Il Coordinamento delle imprese lapidee apuo-versiliesi - si legge in un comunicato - sostiene le posizioni dei sindaci di Seravezza, Stazzema e Minucciano, Ettore Neri, Maurizio Verona e Nicola Poli». In particolare il fatto che i sindaci vedono «il futuro delle loro comunità fortemente compromesso dalle norme e dai codici contenuti nel Pit». Piano di indirizzo territoriale che ha valenza di Piano paesaggistico. La prima bozza era stata approvata con delibera dal consiglio regionale nel gennaio 2014, poi è andato in commissione, e successivamente ci sono state le osservazioni di privati e associazioni. «Il Coordinamento scrivono nella nota - è fortemente stupefatto, fra l'altro, della negazione dei ruoli dei Comuni e dei propri amministratori, relegati a un ruolo marginale e a un clima di isolamento rispetto, invece, all'eccesso di centralità della Regione. Uno stravolgimento irragionevole e dannoso che toglie quelle peculiari, quanto imprescindibili, competenze che solo il territorio conosce e può correttamente gestire». Le imprese del lapideo ricordano anche che se il piano sarà approvato così com'è «decreterà la morte di un'industria storica e salda». Gli imprenditori del marmo rispondono inoltre al presidente del Parco delle Apuane, che giovedì aveva dichiarato che il piano manteneva un buon equilibrio tra l'ambiente e l'escavazione. «Siamo molto sorpresi che Putamorsi dica che le aziende del settore saranno in grado di reggere al piano contrattaccano dal mondo del lapideo - questa è una sua personale visione delle cose e non può rilasciare dichiarazioni conto terzi. Semmai ce ne fossero i presupposti devono essere le aziende a farlo, ma non il presidente del Parco, non essendo competente». Poi una stoccata arriva anche per l'assessore all'urbanistica della Regione, Anna Marson, artefice della proposta di legge. L'assessore Marson, nel chiudere la sua risposta ai sindaci Neri e Verona, dichiara che il Pit «non soddisfa altri interessi in gioco». Forse la Marson questi "interessi in gioco" non li ha ancora valutati nella loro reale essenza: le migliaia di posti di lavoro e le famiglie senza più sostentamento, oltre al rapido impoverimento di tutte le comunità apuane». Gli imprenditori e i lavoratori del marmo infine chiedono di essere ascoltati: l'approvazione del piano "allo stato attuale sarebbe l'inizio di una irreversibile catastrofe". (t.b.g.)
TOSCANA - SERAVEZZA - Le imprese con i sindaci: no al piano paesaggistico
Il piano paesaggistico regionale è stato oggetto di critiche da parte del Coordinamento delle imprese lapidee apuo-versiliesi, che sostiene le posizioni dei sindaci di Seravezza, Stazzema e Minucciano. Le imprese del marmo ritengono che il piano comprometta il futuro delle comunità locali e che le norme e i codici contenuti nel Piano di indirizzo territoriale siano sfavorevoli al settore estrattivo. Il Coordinamento ha anche criticato la negazione dei ruoli dei Comuni e degli amministratori, che sono relegati a un ruolo marginale.
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