SAN VITO LO CAPO. Un tratto di costa di incantevole bellezza paesaggistica sfregiato per sempre dalla scelleratezza di chi, alla guida di una ruspa, ha fatto a pezzi una parte della falesia della spiaggia "Le Grotticelle" di Macari per realizzare un accesso comodo e diretto al mare. La procura ha aperto un fascicolo e sta indagando sul misterioso prestito di un escavatore, posto sotto sequestro insieme all'area, al gestore di un lido attiguo all'area danneggiata, che si sarebbe fatto prestare il mezzo pesante per «piantare un albero di carrubo», secondo quanto riferito agli investigatori dal proprietario del mezzo. A Macari c'è rabbia e indignazione nei tanti cittadini che, in un continuo via vai, visitano dai ieri la zona di contrada Bue Marino, una delle più suggestive e frequentate durante la stagione estiva. «Non capisco dice incredulo Salvatore Ribera, abitante della zona a cosa sia servito perpetrare questo scempio. Siamo sconvolti e speriamo che quanto prima l'area venga ripristinata ma resta l'amarezza che questo luogo non sarà più come prima». Laddove c'era una scaletta naturale che consentiva, seppur con qualche difficoltà, l'accesso alla spiaggia c'è adesso la distruzione della furia dell'uomo tradotta in una superficie, larga circa 3 metri e lunga 6, fatta a pezzi. «È un gesto ignobile commenta il sindaco di San Vito Matteo Rizzo spero che gli investigatori facciano presto chiarezza sugli autori e che li sanzionino, io li manderei a pulire le spiagge a vita. L'ufficio tecnico sta studiando come ripristinare il luogo, sistemando la falesia anche se sarà una ferita in cui resteranno per sempre i punti di sutura». Coloro che hanno commissionato il lavoro e guidato la ruspa credevano forse che, complice la stagione invernale, sarebbe tutto passato inosservato non calcolando, però che anche quella è una zona pattugliata dagli agenti della polizia municipale. Questa sorveglianza, ha fatto si che gli agenti incrociassero il mezzo e insospettiti hanno proseguito fino alla spiaggetta ritrovandosi davanti a una costa deturpata e alle tracce dei cingoli del trattore ancora ben impressi sul terreno. Poco dopo, rintracciato il mezzo di proprietà della ditta di materiale edile M. V. di Giuseppe Vultaggio gli agenti hanno così chiesto al proprietario, chi avesse operato al Bue Marino. Secondo quanto riferito alla polizia municipale, Vultaggio avrebbe prestato l'escavatore ad Andrea Di Liberti che di fronte all'area deturpata possiede un ampio terreno e svolge, con una concessione demaniale rilasciata al figlio Giancarlo che ha già precedenti per occupazione abusiva di suolo (demaniale marittimo), l'attività di affitto di ombrelloni, sdraio e canoe proprio sulla spiaggia. Il prestito del mezzo il cui sequestro è stato convalidato dal sostituto procuratore della procura di Trapani Andrea Tarondo sarebbe avvenuto, stando al racconto di Vultaggio, per realizzare una buca dove Di Liberti avrebbe piantato un albero di carrubo. Della buca e del carrubo non vi è traccia. Intanto la procura per ora procede contro ignoti. «Faremo di tutto dice il procuratore capo di Trapani Marcello Viola per accertare l'esatto svolgimento dei fatti individuando gli autori. Sono state violate le leggi in materia di tutela dell'ambiente e dei vincoli paesaggistici oltre al deturpamento di bellezze naturali ».
SICILIA - Scogliera distrutta a Macari per aprire un varco a mare nel mirino gestore di un lido
A Macari, sulla costa di San Vito Lo Capo, è stato fatto a pezzi un tratto di costa con una ruspa per realizzare un accesso comodo al mare. La procura ha aperto un fascicolo e sta indagando sul prestito di un escavatore e sul gestore di un lido attiguo, che si sarebbe fatto prestare il mezzo per piantare un albero di carrubo. I cittadini sono indignati e sperano che l'area venga ripristinata. L'ufficio tecnico sta studiando come ripristinare il luogo, mentre la procura procede contro ignoti per violazioni delle leggi in materia di tutela dell'ambiente e dei vincoli paesaggistici.
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