«SIAMO contrari all'ipotesi di non fare il bando per la direzione di Venaria, ma visto che il Mibact insiste diamo un consenso esclusivamente tecnico, per garantire la continuità della gestione: lunedì porterò in giunta la decisione e, se ci sarà assenso, si darà il via all'operazione e Mario Turetta si potrà insediare». All'indomani della riunione infuocata che ha messo sul tavolo il dissenso tra Ministero e Regione, e visto l'una contro l'altra armate il segretario generale Antonia Pasqua Recchia e l'assessore Antonella Parigi, il presidente Sergio Chiamparino accetta, obtorto collo, il diktat di via del Collegio Romano e spiana la strada all'ex direttore dei beni regionali. Presidente, la questione allora è risolta? «L'ho detto e lo ribadisco, il nostro è un consenso dettato da senso di responsabilità. Il giudizio sul merito non è però positivo, spero di poterlo cambiare in futuro. Per ora aspetto che il ministro Franceschini mi comunichi il nome del presidente del Consorzio, su cui ci dovrà essere il mio assenso, poi si potrà pro- cedere». Lo statuto del Consorzio prevede che direttore e presidente siano nominati uno dalla Regione, l'altro dal Ministero: in questo caso il ministro decide per entrambi. Questo significa che i finanziamenti romani aumenteranno? «Intanto lo stipendio di Turetta deve arrivare dal Mibact: lo dò per scontato. In caso contrario, tornerò a proporre il bando. Nel caso di gara pubblica, il direttore sarebbe stato pagato dal Consorzio: ipotesi che avrei preferito. Mi faccio carico comunque della decisione presa, cerchiamo di evitare la conflittualità». E ci sarà un minore impegno da parte vostra? «La Regione collaborerà come ha sempre fatto, perché la curva crescente della Reggia continui: non intendiamo dare meno, né potremmo farlo, il patrimonio è anche nostro. Non cambia nulla, a parte il disaccordo. Apriremo però una nuova riflessione ». A quale proposito? «Vogliamo riflettere sul nostro ruolo all'interno dei beni culturali dell'area metropolitana torinese: occorrerà fare delle scelte, premiare il merito e la progettualità. Ci sarà un incontro il 26 gennaio tra le giunte di Comune e Regione, per decidere insieme le priorità». Parlerete anche del Polo delle residenze sabaude? «Guardi, è uno dei punti del nostro programma, attento a una politica dei beni culturali. Ma non c'è solo Venaria, cercheremo di verificare se ci sono punti di forte interesse anche rispetto alle altre regge». Dunque nella prossima settimana potrebbe esserci il via libera a Turetta? «Sì, anche se non sono d'accordo nemmeno sulla scelta. Turetta magari avrebbe vinto anche con il bando, ma perché non si è andati in quella direzione? Comunque continueremo a lavorare: per quello che mi riguarda il discorso è chiuso». Alberto Vanelli, il deus ex machina della Reggia, resterà? «A questo punto non ci dovrebbero più essere vuoti, per cui non sarà richiesta una proroga. Sarà il nuovo cda a decidere se avvalersi della legge Madia, che consente un accompagnamento a titolo gratuito per un anno».
PIEMONTE - "Pieni poteri a Turetta a patto che lo stipendio glielo paghi Roma"
Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ha espresso il suo consenso tecnico per la nomina di Mario Turetta come nuovo direttore dei beni culturali della Regione. La decisione è stata presa dopo una riunione con il ministro Franceschini e il segretario generale Antonia Pasqua Recchia. Chiamparino ha sottolineato che il consenso è stato dettato da senso di responsabilità e che il giudizio sul merito non è positivo. La nomina di Turetta è stata accettata anche se non è stata richiesta la sua nomina attraverso un bando pubblico. Il presidente della Regione ha anche affermato che la Regione collaborerà con il Ministero per garantire la continuità della gestione dei beni culturali.
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