SI TRATTA, infatti, del primo piano approvato in attuazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio destinato a rappresentare un punto di riferimento per tutte le altre regioni. A firmare l'intesa ieri mattina sono stati il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini e il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Il piano paesaggistico servirà a rendere più efficace la tutela, ma anche a semplificare le autorizzazioni paesaggistiche e incrementare la trasparenza delle decisioni. Grazie a questo strumento, l'intero territorio pugliese, nel suo intreccio di risorse materiali e immateriali, che comprende anche la sfera sociale e culturale e le capacità dei soggetti di attivarsi e autoorganizzarsi, sarà al centro delle politiche di sviluppo sostenibile. «Con tanto ritardo, ma finalmente si firma. Invito le altre regioni a prendere esempio dalla Puglia - ha commentato il ministro Franceschini - il piano paesaggistico rappresenta uno strumento innovativo che aiuta a salvaguardare il territorio e a rendere più veloci e più trasparenti le autorizzazioni e i diversi atti amministrativi». Un cambio di passo radicale, lo definisce il presidente Vendola. «Oggi noi siamo terra d'avanguardia, e di questo sono molto contento perché nell'Italia del fango, degli eventi meteorologici estremi, della vulnerabilità del territorio, noi proviamo a voltar pagina e dare un buon esempio a tutta Italia - ha detto Vendola l'Italia è il paese dei due monumenti: da una parte vincoli anche eccessivi, vessatori, incomprensibili e criptati; dall'altra abusi, condoni, deroghe, sanatorie. Abbiamo cercato di andare oltre questa logica». A portare al risultato è stato un lungo percorso partecipato che ha coinvolto per alcuni anni non solo le amministrazioni e i tecnici responsabili della elaborazione del Piano, ma anche una molteplicità di attori sociali, economici e culturali, pubblici e privati. «Hanno sostenuto, alimentato, discusso conoscenze, obiettivi, visioni, strategie, progetti finalizzati a elevare la qualità e fruibilità dei paesaggi di Puglia - ricorda l'assessore alla Qualità del territorio Angela Barbanente la valenza culturale e politica del piano paesaggistico sta nella capacità di far penetrare nella comunità regionale l'idea che il territorio non è soltanto il suolo o la società insediata, ma il patrimonio (fisico, sociale e culturale) costruito nel lungo periodo, un valore aggiunto collettivo che troppo spesso è stato distrutto in nome di un illusorio sviluppo economico di breve periodo».