L'ANNO che si è chiuso ha portato inevitabilmente con sé il bilancio dei dodici mesi che si è lasciato alle spalle e non sfuggono a questa analisi nemmeno gli organismi museali. È indubbio che un simile procedimento rechi insiti aspetti costruttivi ed autocritici, ma le sfilze di numeri impietosi che si susseguono in aridi tabulati troppo spesso non tengono conto a sufficienza degli sforzi e dell'impegno che gli operatori del settore, pur in un periodo tanto instabile, portano avanti. Nei giorni scorsi il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha reso noti i dati dei musei italiani statali del 2014: con grande soddisfazione i visitatori totali sono stati 40.287.393, cioè si è registrato un 6,2 rispetto al 2013, corrispondente a 2.355.687 visibile Questo dato conferma che l'introduzione della rivoluzione tariffaria e degli orari di apertura nei musei di Stato il 1 luglio ha accelerato la tendenza positiva all'aumento del numero dei visitatori. Chiaramente ogni regione focalizza l'attenzione sui propri risultati ma si dovrà anche considerare che da un'indagine a carattere censuario condotta nel 2011 dall'Istat in collaborazione con il Mibac e le Province autonome è stato posti tracciare per la prima volta un quadro complessivo degli istituti di cultura totali, siano essi a carattere privato, statale, o non statale. Sono emersi infatti 4.588 istituti disseminati nel nostro Paese, di cui 3.847 musei, gallerie o collezioni, 240 aree o parchi archeologici e 501 monumenti e complessi monumentali. Questi numeri servono da contesto in cui inserire i dati della Liguria relativi ai soli istituti statali. Va inoltre specificato che i dasitatori. complessivi comunicati dal Mibac si riferiscono alle 17 regioni italiane in cui sussistono luoghi della cultura statali e che nella nostra regione vengono segnalati nove di questi luoghi così ripartiti: 4 a Genova centro e uno a Chiavari; 3 in provincia di La Spezia (Lerici, Ortonovo e Portovenere) e uno a Ventimiglia. Non solo, dei quattro indicati per la città di Genova, due sono rispettivamente la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola e la Galleria di Palazzo Reale, ma gli altri due sono costituiti dal cosiddetto "circuito" di questi stessi musei che attraverso un biglietto congiunto possono essere vicendevolmente visitati (sono infatti indicati i biglietti per il circuito distinti tra quelli venduti a Palazzo Reale o a palazzo Spinola e i relativi visitatori). Se guardiamo alla cosiddetta classifica generale delle regioni, la Liguria è penultima con 131.805 visitatori, seguita solo dal Molise e preceduta dall'Abruzzo e dalla Basilicata; così come non compare nessun museo statale ligure nella classifica dei "Top 30" italiani (tra cui restano stabili nelle prime tre posizioni il Colosseo, Pompei e gli Uffizi e Lazio, Toscana e Campania sono le tre regioni regine per visite). Ma se scendiamo nel dettaglio ligure, ci accorgiamo che in realtà tra il 2013 e il 2014 c'è stato un, seppur minimo, aumento di visitatori: ad esempio Palazzo Reale è passato da 39.159 a 48.477 visitatori; Palazzo Spinola dai 26.040 ai 26.303; la zona archeologica dei Balzi Rossi dagli 11.150 ai 13.080; ancora, la zona archeologica di Luni è passata da 13.143 a 14.918 visitatori; solo la villa romana del Varignano a Portovenere registra una diminuzione del 50; mentre ottimo il risultato del Castello di san Terenzio a Lerici che passa da 11.300 a 23.100 visitatori. Il 2015 si pone quindi sia come nuova sfida per migliorare ulteriormente, sia come anno di cambiamenti, in vista anche dell'inserimento di Palazzo reale tra i venti musei statali nazionali che saranno dotati di autonomia speciale e per i quali saranno scelti da giugno i nuovi direttori.