«SE HA problemi a camminare le consigliamo di non venire, perché l'ascensore purtroppo è rotto da un mese». Rispondono così, con un sospiro rassegnato, dal centralino del Museo nazionale di Palazzo Venezia. Off-limits per disabili, ma anche per chiunque abbia problemi ad affrontare la scalinata che conduce al primo piano (lo stesso del balcone da cui Mussolini dichiarò guerra a Francia e Inghilterra nel 1940), da ormai più di quattro settimane. Senza che sul sito sia comparso nemmeno un avviso. Così, per chi ha problemi di deambulazione, visitare le sale che ospitano capolavori come il "Doppio ritratto" di Giorgione o le sculture in terracotta del Bernini, è diventato impossibile. «Sabato mattina sono arrivata ancor prima che la biglietteria aprisse e, quando ho fatto presente che non potevo fare le scale, mi è stato consigliato di tornarmene a casa. Perché non c'era altro modo di arrivare al primo piano» racconta in una lettera a Repubblica Luciana, una signora di 77 anni appassionata d'arte, con problemi alle ginocchia. In realtà, un altro ascensore oltre a quello guasto ci sarebbe, ma non è mai stato collaudato. E, anche su TripAdvisor, non mancano gli utenti che se ne lamentano. Simone S., il 7 ottobre scorso, dopo aver visitato la Biennale di Antiquariato, scriveva: "Evento strepitoso peccato che Palazzo Venezia sia lasciato all'incuria un esempio per tutti l'ascensore per i disabili finito e funzionante da tre anni e mai collaudato dal ministero che si trova all'interno dello stesso cortile, una vergogna!". «Ma non si voleva puntare tanto sul rilancio dei musei? si chiede con disappunto anche la signora Luciana Mi sembra assurdo che in una città come Roma, piena di turisti, si lasci una galleria inaccessibile a anziani e disabili per oltre un mese». «Siamo ben consci di cosa significhi lasciare un museo senza ascensore. Per di più un museo come questo, in pieno centro storico. Abbiamo fatto di tutto per farlo riparare» spiega la direttrice Andreina Draghi. Mentre Daniela Porro, soprintendente del Polo museale romano (che presto, però, scomparirà con la riforma del Mibact), precisa: «L'ascensore è fermo perché si è rotto un pezzo che serve per equilibrare le porte. Un pezzo purtroppo non più in commercio. Così abbiamo dovuto farlo ricostruire. Ora la ditta di manutenzione ci informa che siamo in dirittura d'arrivo. Tra una settimana, 10 giorni al massimo, sarà di nuovo funzionante ». Per quanto riguarda, invece, il secondo ascensore, Porro si giustifica: «Non rientra nelle nostre competenze, si trova in un'area di cantiere dipendente dal Provveditorato alle opere pubbliche, ma ci stiamo adoperando ugualmente perché funzioni al più presto. E ci hanno assicurato che il collaudo è in corso».