NON c'è da sorprendersi, considerata anche solo l'entità del patrimonio culturale materiale e immateriale europeo, ma piuttosto occorrerebbe fare i conti (sic!), come in America, con il formidabile contributo che questi settori offrono all'economia. Tanto più, e veniamo a noi, se sotto osservazione mettiamo il nostro Paese, in cui la filiera cultura, indotto incluso, arriva a pesare fino a 214 miliardi di euro, circa il 15,3 della ricchezza nazionale (molti altri dati si potrebbero citare). Certo i parametri sono variabili, ma se confrontiamo questi dati con quelli più in alto ci sono buoni motivi per essere una volta tanto entusiasti almeno quanto gli americani (ad esempio nell'anno appena trascorso Torino ha segnato con 42 il boom dei musei civici). Ma soprattutto per domandarsi se mentre stiamo seduti ad aspettare il nostro Godot (la ripresa economica) che non arriva mai, non sia invece il caso di agire di conseguenza, prendendo con più decisione la via degli investimenti, efficaci e intelligenti, in questo settore.