MENTRE il piccolo robot "fai da te" disegna un fiore, nelle aule si parla di come utilizzare al meglio i droni, di come finanziarsi attraverso il web, di come sfruttare le tecnologie per raccontare il proprio progetto o per creare opere d'arte. Per un giorno innovazione e cultura si sono incontrate dentro a Toolbox, l'ufficio "condiviso" di via Agostino di Montefeltro. Lo hanno fatto sotto l'insegna di "Hangar. Re-inventare il futuro", l'iniziativa messa in piedi dalla Regione aiutare i protagonisti della cultura piemontese a migliorarsi soprattutto dal punto di vista "imprenditoriale". «Meno sussidiarietà e più progettualità », è il motto dell'assessore alla Cultura Antonella Parigi, che punta forte su questa sorta di "scuola" rivolta alle oltre 11 mila istituzioni non profit piemontesi del settore. I primi incontri, dedicati ad aspetti più tecnico-economici, hanno ottenuto più successo del previsto e pure ieri c'erano oltre 500 persone a seguire il "Culture innovation day" negli spazi di Toolbox. Del resto, dice l'esponente della giunta Chiamparino, «cultura e innovazione non sono separati, anzi si nutrono a vicenda ». Lo si capisce ascoltando alcune delle storie che circolavano ieri in via Agostino da Montefeltro. «L'innovazione culturale ci traghetterà verso il futuro ed è davvero un'opportunità alla portata di tutti», garantisce Irene Cassarino di The Doers, una start up di Torino che aiuta le altre aziende neonate a fare i primi passi. In questi mesi ha dato una mano a diversi giovani imprenditori torinesi "fai da te", come per esempio Roberto Ferro, che ha creato un'applicazione (MemorArt) che rende digitali e non più cartacei i report compilati dai musei ogni volta che un'opera torna da un prestito. O come Paolo Di Napoli, ricercatore in Scienze dei materiali che ha lanciato Humake.it, con cui offre alle scuole dei laboratori di formazione sul tema del riciclo. O ancora, come Irene Ameglio, che tramite la sua Shuffle insegna tecniche alternative per raccogliere risorse, come il crowdfunding. Solo tre esempi di come a Torino ci sia già fermento attorno a queste "contaminazioni" tra cultura e innovazione, che possono riguardare pure tecnologie come l'"Internet delle cose", le stampanti 3D, la filosofia opensource (ossia la possibilità di creare programmi o dispositivi "aperti", migliorabili da chiunque). La "sharing economy", per esempio, è nota per applicazioni come Blablacar (il social network degli autostoppisti) o come Uber (i taxi "fai da te") ma Lorenzo Brambille, creatore di Collaboriamo.org, assicura che si sta espandendo anche alla cultura: «In Italia esistono diversi casi, come Movieday.it, una piattaforma con cui gli appassionati possono organizzare proiezioni di film in cinema sottoutilizzati, coinvolgendo altre persone con gli stessi interessi. Oppure c'è Superfred.it, che consente agli amanti di letteratura di incontrarsi in locali di qualsiasi tipo per scambiarsi i libri. Alla base c'è l'idea di utilizzare i social network per conciliare esigenze di persone diverse e favorirne l'incontro non soltanto virtuale».
Robot, app, droni e sharing economy Così la cultura incontra il futuro
Ieri a Toolbox, l'ufficio "condiviso" di via Agostino di Montefeltro, si è svolto il "Culture innovation day" con oltre 500 persone. L'iniziativa, messa in piedi dalla Regione, mira a migliorare le istituzioni non profit piemontesi del settore. L'assessore alla Cultura Antonella Parigi ha sottolineato l'importanza di unire cultura e innovazione. Alcune delle storie raccontate ieri includono l'applicazione MemorArt, che rende digitali i report dei musei, e Humake.it, che offre laboratori di formazione sul tema del riciclo. La "sharing economy" si sta espandendo anche alla cultura, con piattaforme come Movieday.it e Superfred.
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