Torri di avvistamento che svettano in mezzo alla laguna e si confondono con i campanili veneziani, trincee che si perdono tra i sentieri di montagna ricoperti da un manto d'erba e muschio, forti e batterie talmente ben mimetizzati che in pochi li sanno ritrovare per portarci i figli. Segni di un passato recente che ci implora di non essere dimenticato nonostante il tempo passi e su quelle tracce si abbatta l'oblio. Il centenario della Grande Guerra alle porte, è una via privilegiata per celebrare la storia e rispolverare la memoria, ma è anche un'opportunità che si offre per incentivare finalmente un patrimonio unico non solo di conoscenza, ma anche monumentale che in questi primi cento anni non è stato valorizzato come avrebbe potuto. L'obiettivo della Regione e nello specifico del vicepresidente Marino Zorzato, che ieri ha presentato il pacchetto di investimenti sulla Grande Guerra, è quello di dare contenuto e sostanza ai numerosissimi eventi culturali in programma nel 2015, investendo una somma complessiva di quasi 34 milioni di euro per ristrutturare, recuperare e in qualche caso riconvertire alcuni dei gioielli militari che talvolta neanche sappiano esistere. Di questo denaro, 8 milioni provengono dal bilancio regionale per interventi strutturali, altri 16 milioni circa sono a carico delle risorse statali del Fondo per lo sviluppo e coesione per interventi a regia regionale, altri 9 milioni, in virtù di un accordo firmato nei giorni scorsi con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, saranno utilizzati per il risanamento e il ripristino di Sacrari e Ossari della Grande Guerra presenti nel Veneto. Progetti strutturali tout court, opere che rimarranno sul territorio. Come il restauro del Ponte Vecchio di Bassano, per citare un solo esempio simbolo, struttura lignea unica in tutta Italia. L'elemento fondamentale che discrimina l'avvio degli interventi, è l'appalto entro il 2015 dei lavori e la presentazione dei progetti definitivi da parte dei destinatari dei finanziamenti, entro giugno. Le direttrici che hanno ispirato il puzzle complessivo del progetto veneto di investimenti sono due: il masterplan elaborato dal comitato scientifico regionale e le domande pervenute dopo l'avvio del bando aperto per manifestazioni di interesse. Il cuore pulsante del pacchetto è l'accordo col Governo sui grandi sacrari veneti, che torneranno ad essere nuovamente vivi: troviamo così il restauro del Tempio Ossario di Bassano del Grappa (intervento complessivo da 1,5 milioni) e delle Torri Campanarie, il restauro del Sacrario di Asiago (3,9 milioni) con gli spazi adiacenti destinati ad esposizioni, del Sacrario militare del Montello a Nervesa della Battaglia (1,5 milioni) e del Sacrario militare di Cima Grappa (6,1 milioni), con la postilla dell'ex caserma Nato, che potrebbe essere trasformata niente meno che in un ostello. Ma si potrebbero citare tra le opere che saranno realizzate grazie ai Fondi di sviluppo, il restauro conservativo del Sacrario del Monte Pasubio di Vicenza con il restyiling dei dipinti murali di Tito Chini, e il non meno importante sotto il profilo simbolico culturale risanamento conservativo dei complessi monumentali della Batteria Amalfi e della Batteria Pisani a Cavallino Treporti, nonché il loro collegamento per trasformarli in testimonianze museali. E ancora il restauro del tempio votivo e della cripta-sacrario militare del Lido di Venezia. Tra le varie voci figurano percorsi culturali, manutenzioni conservative di cimiteri, punti informativi sulla Grande Guerra, itinerari cicloturistici, parchi diffusi. Gli anni a disposizione dovranno servire a creare un grande itinerario della guerra mondiale che comprenda la nostra regione, che di questo bagaglio culturale ne conserva il 50 per cento, e i territori contermini. «L'obiettivo complessivo degli interventi», osserva Zorzato, «è che non si tratti di un episodio, ma sia la partenza di un progetto culturale-turistico che completi l'offerta veneta. La Grande Guerra è un ulteriore elemento che ci consente di puntare sul turismo aggiuntivo che dimostra di tenere, diverso da quello tradizionale di mare e montagna, un'occasione storica da non perdere». I Comuni devono fare la loro in questo percorso, anzitutto compartecipare alla spesa, in seconda istanza lavorare in parallelo con la Regione per attuare i progetti. Una sfida tutta da vincere, per fare in modo che entro il 2018 gli interventi maggiori siano stati realizzati e quelli minori siano stati completati strada facendo.
VENETO La memoria restaurata per il Centenario
Il centenario della Grande Guerra richiede un patrimonio culturale e monumentale unico. La Regione del Veneto ha presentato un pacchetto di investimenti per valorizzare la storia della guerra, con un budget di quasi 34 milioni di euro. L'obiettivo è quello di ristrutturare, recuperare e riconvertire alcuni dei gioielli militari presenti nel Veneto, come il Ponte Vecchio di Bassano e il Sacrario di Asiago. Il progetto include anche percorsi culturali, manutenzioni conservative di cimiteri, punti informativi sulla Grande Guerra e itinerari cicloturistici. La Regione lavorerà con i Comuni per attuare i progetti e incentivare il turismo aggiuntivo.
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