CASTELSARDO Ottocento posti di lavoro da mettere in sicurezza nel settore della gestione di siti archeologici, musei e biblioteche di tutta l'isola. È l'obiettivo di un gruppo di cooperative che comprendono circa 450 lavoratori e che si sono presentate a Castelsardo in segno di solidarietà con la Cooperativa Il Cigno, che gestiva, da 24 anni, il castello dei Doria ed il Museo dell'Intreccio. Erano rappresentate la Archeotour (S. Cristina), Il lichene rosso (Sa corona arrubia), Su Corongiu (Ortacesus), Sa Rundine (Perfugas), Istelai (Bitti), Progetto Cultura (Tonara), Sa Jara Manna (Gesturi -Tuili - Setzu), Il libro (Sassari), Su Nuraghe (Teti), Villa abbas (Sardara), Il Coccio (Villanovafranca), La pintadera (Torralba) S'enemigu ( Seui), Forum Traiani ( Fordongianus), Valle del Flumendosa (Villanova Tulo), Ghivine (Dorgali), Penisola del Sinis (TharrosCabras), Sart uno (Flumini Maggiore), L'ibis (Porto Torres) , Paleotour ( Abbasanta), La nuova luna (Lanusei), Enoturistica (Berchidda) e l'Arco (Su TempiesuOrune). L'incontro si è tenuto inizialmente davanti alla porta del castello, sbarrata ormai da 15 giorni, dove il presidente del Cigno, Leonardo Pattarino, ha illustrato agli amici e colleghi le vicende che hanno portato alla chiusura della struttura. Una situazione di rischio è stato spiegato che riguarda i tutte le cooperative che operano nei beni culturali dell'isola. A questo scopo, nei giorni scorsi, i rappresentanti del comitato hanno incontrato l'assessore regionale Claudia Firino che ha garantito il suo interessamento per la tutela dei servizi e dei posti di lavoro ormai consolidati. «Stanchezza non ci deve cogliere», ha esortato Alberto Pusceddu, leader del comitato dei lavoratori nato nel 2007: «Noi continueremo a vigilare affinché, come ci è stato promesso, vengano individuate e attuate quelle necessarie misure per la messa in sicurezza dei circa 800 posti di lavoro. La triste situazione di Castelsardo deve essere lo stimolo per vigilare maggiormente, ciascuno nel proprio sito».