Il Ministero quindi si esprime sul caso Palmanova e, nel contempo, precisa anche quanto è stato fatto negli ultimi anni, attraverso la Soprintendenza, proprio per la città stellata. Il riferimento, in questo caso particolare, va all'operazione (che è stata svolta con due tranche di finanziamento, l'una da 415.000 euro e l'altra da 250.000) sul tratto di cinta muraria adiacente a porta Udine, un intervento che, pur essendo stato effettuato per la messa in sicurezza del bene culturale e per la pubblica incolumità, è stato condotto secondo i canoni del restauro conservativo. Quest'ultimo, pertanto, assume anche il valore di intervento pilota sulla cinta fortificata ed è stato realizzato anche allo scopo «di contribuire a delineare una metodologia operativa per i lavori di consolidamento e di restauro dell'importante monumento, a valenza mondiale». Non solo: in programma vi è un terzo investimento da 250.000 euro (per il quale deve essere esperita la gara) su un tratto di mura nei pressi di porta Aquileia. (m.d.m.) PALMANOVA Su Palmanova interventi per due milioni di euro: il ministero dei Beni e delle Attività culturali s'impegna a verificare la possibilità di inserirli nella propria programmazione. Il caso della città stellata è approdato ieri alla commissione Cultura della Camera dei deputati. E dal ministero arriva un pronunciamento importante che inserisce il caso della città stellata tra le emergenze. Non solo: si parla di interventi da inserire nella propria programmazione e di un piano strategico per la città da mettere in campo, assieme alla Regione, e da affrontare con fondi statali ed europei. A portare la discussione nella sede romana è stata l'interrogazione dell'onorevole Gianna Malisani, presentata a novembre, pochi giorni dopo la notizie relative alla caduta di un elemento della copertura di porta Udine. Il deputato del Pd aveva infatti evidenziato le condizioni della città stellata e chiesto a Franceschini un programma specifico per Palmanova. Nella risposta del Ministero innanzitutto si precisa che «il ministro è ben consapevole dell'alto valore culturale di Palmanova Gli ultimi cedimenti hanno posto la questione del restauro della cinta muraria tra le emergenze del ministero». Si parla dei crolli avvenuti e dei conseguenti pericoli per il patrimonio architettonico, ma anche per la sicurezza del pubblico, considerata l'impossibilità di fatto di inibire l'area alla fruizione. Precisa l'onorevole Gianna Malisani che il sottosegretario del ministero ai Beni culturali, Francesca Barracciu, nel rispondere alla sua interrogazione, ha chiarito che il ministero è perfettamente a conoscenza dei costi (20-30 milioni per il recupero della cinta muraria, 60 se si considera anche il recupero di caserme, lunette, polveriere, ecc.) e delle tempistiche (10-15 anni) necessarie per affrontare il caso Palmanova. «Sono somme è la conclusione contenuta nella risposta all'interrogazione cui non si può far fronte con le disponibilità ordinarie. Peraltro la soluzione più ragionevole sembra essere quella di un intervento per parti, anche scaglionato nel tempo. Pertanto il ministro verificherà la possibilità di inserire nelle programmazioni del ministero una serie articolata d'interventi di restauro puntuale dei principali manufatti ed opere della fortezza, per una spesa complessiva di circa due milioni. Per poter invece avviare l'auspicato intervento strategico che prenda in considerazione tutte le componenti architettoniche della cinta muraria, si dovrà costruire un percorso, d'intesa con la Regione Friuli Venezia Giulia, volto ad attivare sia i fondi europei di competenza regionale sia i fondi nazionali del Fondo sviluppo e coesione». Commenta l'onorevole Malisani: «È evidente che i fondi non sono ancora disponibili, ma esiste l'impegno a verificarne la reperibilità. Vi è inoltre l'indicazione di una strada da percorrere, in sinergia tra Stato e Regione, con uno sguardo all'Europa. Ho chiesto al sottosegretario che il tavolo di confronto con la Regione sia convocato al più presto e ho avuto rassicurazioni in tal senso. Palmanova non può attendere».