Larea di cantiere A Terravecchia si è smesso di scavare e adesso si pensa a come costruire, in uno scenario fino ad oggi immaginato solo da storici e componenti di comitati cittadini ma non dai tecnici del Comune. Si sono infatti conclusi nelle settimane scorse i lunghi lavori di rimozione delle macerie e del materiale di risulta condotti in gran parte in collaborazione con la Soprintendenza di Agrigento sull'area di cantiere. Dopo aver portato via oltre 3mila metri cubi di inerti, alla fine si sono contate una decina di grandi cisterne, un paio di pozzi, gli imbocchi di due ipogei, alcune stanze di strutture preesistenti - alcune delle quali con pavimentazioni in cocciopesto -, una parte dell'interno della dimenticata chiesa di San Giovanni di Dio (già nota da tempo) e, adesso, anche dei locali decorati da archi che presentano al loro interno alcune vasche e alcuni lavabi in mattoni e cemento utilizzati verosimilmente nel 900 come lavatoi pubblici. Una cosa certa, e questo rafforza l'idea che in quella zona esista una vasta rete sotterranea, è che l'area di Terravecchia doveva essere ricchissima d'acqua - sul tufo, ad esempio sono ancora visibili delle caditoie artigianali collegate appunto alle grandi cisterne -. Senza risposte, al momento, è rimasto lo studio dell'ingrottamento presente parallelamente a salita Sant'Antonio, dato che questo procede per una quindicina di metri ma è poi interrotto da un muro "moderno". E' chiaro, però, che si tratti di un tunnel verosimilmente collegato ad un ipogeo. Sulle condizioni del sottosuolo maggiore chiarezza potrà essere fatta solo nelle prossime settimane, ovvero quando saranno condotte le indagini geognostiche. Da lì e soprattutto dal lavoro svolto insieme agli enti di tutela del patrimonio storico si partirà per la realizzazione del progetto definitivo che, ci spiegano, prevederà probabilmente l'utilizzo della semplice muratura (in alcuni punti, però, armata) e, soprattutto, un percorso di fruizione e valorizzazione dei resti monumentali ritrovati fin qui. Tutto dovrebbe vedere la luce entro due o tre mesi, mentre la Soprintendenza si occuperà di completare gli studi di natura archeologica. La ditta, in attesa, sta lavorando sugli interventi di urbanizzazione in discesa Raccomandate, mentre la cosiddetta parte privata ha avviato gli interventi in via Plebis Rea. Il cantiere, intanto, nei giorni scorsi è stato oggetto di un sopralluogo concordato con la direzione dei lavori e con il Comune delle associazioni "Agrigento Punto e a capo", "Nonsostare" e "Laboratorio Vallicaldi", che si sono da sempre interessate della vicenda e battute per scongiurare ogni rischio di speculazione edilizia. 17012015
SICILIA - Terravecchia, finiti gli scavi ARCHEOLOGICi, si realizza ora il progetto definitivo
L'area di cantiere A Terravecchia si è fermata di scavare e ora si pensa a costruire. I lavori di rimozione delle macerie sono stati conclusi e sono state trovate diverse strutture sotterranee, tra cui cisterne, pozzi, ipogei e stanze di strutture preesistenti. La zona doveva essere ricchissima d'acqua, con caditoie artigianali e cisterne. Il tunnel che collega la zona a Salita Sant'Antonio è interrotto da un muro "moderno". Le indagini geognostiche saranno condotte nelle prossime settimane per studiare il sottosuolo. Il progetto definitivo prevede l'utilizzo della muratura e la valorizzazione dei resti monumentali.
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