Ci risiamo. La Regione non ha i soldi per pagare i pulizieri e, dal 1 gennaio, i monumenti archeologici di Sicilia, quelli di Catania inclusi, sono impraticabili. I bagni, sempre più sporchi, devono essere chiusi ai visitatori che pure pagano un biglietto d'ingresso per la fruizione dei beni e dei relativi servizi. Non c'è chi spazzi gli ambienti interni ed esterni, né chi scerbi le erbacce, chi raccolga le cartacce, chi ripulisca i cestini. Un disastro in una regione che dice di puntare sul turismo, in una città che si sforza di valorizzare i propri beni culturali e di metterli in rete. Era successo già questa estate quando, scaduto il contratto unico regionale con la Consip, in assenza di bilancio, era stato impossibile procedere ad una proroga o ad un rinnovo. Per quasi due mesi i siti archeologici, gli uffici e tutti gli spazi gestiti dalle sovrintendenze - tutti luoghi aperti a pubblico -sono rimasti sporchi, affidati alla buona volontà di funzionari e dipendenti. A distanza di poco tempo ci risiamo, sempre per lo stesso motivo. Scaduti i contratti con le ditte di pulizia, è stato impossibile rinnovarli per le gravi difficoltà economiche che la Regione attraversa e per la mancanza del bilancio provvisorio, approvato solo la settimana scorsa. Problemi si registrano nei più importanti siti archeologici di Catania. Al teatro greco-romano alcuni turisti hanno legittimamente protestato per la condizione dei bagni, e qualcuno ha chiesto la restituzione dei soldi del biglietto. Una situazione che ha spinto il dirigente facente funzione del parco archeologico, il dottor Francesco Privitera, a chiudere i bagni per questi pochi giorni in cui il teatro sarà ancora aperto al pubblico prima della chiusura per due mesi, per lavori di valorizzazione, a partire da domenica prossima. Situazione pesante, per motivi diversi, anche all'anfiteatro di piazza Stesicoro. In questo caso, in genere, i visitatori non usano i bagni, ubicati nel vicolo anfiteatro, perché il monumento si visita in minima parte e si può vedere dalla piazza, e perché la zona è ricca di bar. Il problema qui è dato dall'esistenza di una colonia felina che viene alimentata dai gattari e gattare senza il dovuto rispetto del monumento. Così c'è chi, dall'alto, getta ai gatti lische di pesce, pelle di pollo e via dicendo: rifiuti che rimangono in «bella» vista, se non c'è chi li raccolga. E analoghi problemi si pongono alle Terme della Rotonda. I funzionari avevano chiesto alla Regione di essere autorizzati ad una proroga, ma non hanno avuto risposta, così come alla perizia per le spese annuali di pulizia presentata per valutare la congruità dei prezzi. Neppure le telefonate a Palermo hanno ottenuto ascolto, dal momento che a farle sono tutti i responsabili delle sovrintendenze di Sicilia. Le cose vanno meglio negli uffici della SOVRINTENDENZA e nei siti da questa gestiti direttamente, come la chiesa di San Francesco Borgia. E questo perché la sovrintendente Fulvia Caffo, dopo l'esperienza estiva, aveva stretto un accordo con gli assessorati regionali ai Beni culturali e al Lavoro alla luce del quale ha potuto chiedere al centro per l'impiego di Catania l'assegnazione di qualche lavoratore Asu (Attività socialmente utili). Sono questi pochi lavoratori che in queste due settimane hanno garantito la pulizia. Si attende adesso che, approvato il bilancio provvisorio, la Regione si affretti a risolvere un problema che lede profondamente un settore vitale della nostra cultura e della nostra economia, per non parlare dell'immagine della Sicilia. 16012015