Venerdì 16 Gennaio 2015Siracusa,pagina 31e-mailprint Avola. Sembrava fosse finito il caso del Ponte di Cassibile con le ultime parole dell'ormai ex sovrintendente di Siracusa Calogero Rizzuto, il quale aveva affermato nei giorni scorsi che il ponte non andava demolito ma consolidato «perché - disse - bisogna applicare la normativa in materia». Invece la "querelle" fra l'Anas, che il ponte vorrebbe abbatterlo e la SOVRINTENDENZA, che il ponte vorrebbe consolidarlo e preservarlo ai posteri, si arricchisce di un nuovo capitolo: la Protezione civile regionale ha chiesto un nuovo tavolo tecnico al Prefetto per trovare una soluzione che metta al primo piano la questione "sicurezza". Il problema del ponte, stando a quelle che sono le diverse relazioni tecniche dei vari enti coinvolti, non è di tipo strutturale ma idraulico: cioè in caso di eventi calamitosi eccezionali il ponte non potrebbe reggere l'urto delle acque. Il decreto legge del ministero delle Infrastrutture del 14 gennaio 2008 ha modificato i parametri per le nuove norme delle costruzioni. Sono le argomentazioni trattate in queste pagine su cui l'Anas impugnerà il dibattito con gli altri enti coinvolti per convincerli che il ponte debba essere costruito ex novo, così come nei progetti iniziali. Delle 654 pagine di cui è composto il decreto, almeno una decina trattano l'argomento "Ponti stradali". Nella fattispecie, è la lunghezza del ponte e i pilastri della struttura, ormai immersi nel corso d'acqua, che preoccupano gli ingegneri dell'Anas. Secondo il decreto ministeriale, "qualora eccezionalmente ci fossero pile in alveo (pilastri nel corso d'acqua) la luce minima fra le pile contigue, misurata ortogonalmente al filone principale della corrente, non dovrà essere inferiore ai 40 metri". Nel caso del ponte sul fiume Cassibile la distanza fra i due pilastri è di 30 metri circa. Durante la costruzione degli anni '30 infatti, i pilastri erano ben saldati sulla terra ferma. Adesso a distanza di quasi 70 anni, il letto del fiume si è ingrossato, inglobando di fatto le stesse fondamenta della struttura. Nel decreto c'è ancora scritto: "nel caso di pile in alveo, cura particolare è da dedicare al problema delle escavazioni dell'alveo e alla protezione delle fondazioni delle pile". In buona sostanza, quei pilastri da anni sono sommersi dall'acqua. Un loro consolidamento oltre ad essere dispendiosa economicamente, potrebbe non bastare. E poi c'è il problema principale legato alla compatibilità idraulica dei lavori. Il Genio Civile, per voce dell'ingegnere capo Nazzareno Mannino si era espresso in maniera netta. «Sarebbe preferibile un rifacimento ex novo della struttura. Nonostante ciò ci sono degli aspetti ambientali e paesaggistici che sfuggono alle mie competenze»aveva detto l'ingegnere. A dare manforte alle parole di Mannino è il decreto ministeriale: "bisogna tener conto della quota idrometrica della struttura riferita ad un periodo di ritorno di 200 anni" cioè, bisogna considerare se durante le passate alluvioni il livello dell'acqua abbia o meno superato la soglia dell'attuale ponte. In caso positivo, un consolidamento non potrebbe agire sull'altezza del ponte rispetto al fiume e quindi sarebbe preferibile una ricostruzione. Tutte queste sembrano essere le motivazioni per cui negli uffici di piazza Duomo non è ancora arrivato il progetto di consolidamento del ponte. L'Anas punta dunque alla ricostruzione. I cittadini invece auspicano che una soluzione, in uno o nell'altro senso, arrivi presto. Sono ormai 4 mesi che, fra tavoli tecnici e cambi in corsa di programma, dei lavori al ponte neanche l'ombra. A pagare le conseguenze sono ancora una volta gli agricoltori della zona che vivono con estremo disagio questa situazione.
SICILIA - Avola. Sembrava fosse finito il caso del Ponte di Cassibile
Riassunto in 200 parole:
Il Ponte di Cassibile, in Sicilia, è al centro di una controversia tra l'Anas, che vuole demolirlo, e la SOVRINTENDENZA, che vuole consolidarlo. La Protezione civile regionale ha richiesto un nuovo tavolo tecnico per trovare una soluzione che metta al primo piano la sicurezza. Il problema del ponte è idraulico, non strutturale, e in caso di eventi calamitosi eccezionali il ponte non potrebbe reggere l'urto delle acque. Il decreto legge del 2008 ha modificato i parametri per le nuove norme delle costruzioni, che preoccupano gli ingegneri dell'Anas.
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