Il sindaco di Napoli: oltre 4 mila famiglie a rischio imminente. A Roma assemblea e proteste In Campidoglio Palazzo Chigi ignora l'emergenza casa. E l'associazione nazionale degli enti locali lancia una giornata sulla casa: il 25 a Roma Rimbalza da Roma a Napoli l'emergenza degli sfratti. Se mercoledì nella capitale alle proteste dei sindacati, il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi ha fatto seguire l'annuncio di un decreto per far fronte all'emergenza, ieri a Napoli l'Anci ha indetto per il 25 maggio una manifestazione in Campidoglio sul tema delle politiche abitative. L'Associazione nazionale dei comuni italiani, che ha invitato il ministro Lunardi a discuterne nel consiglio dei ministri di oggi, ha promosso un manifesto per esprimere la forte preoccupazione per l'emergenza che si è determinata nel Paese. «A Napoli, così come in altre città, siamo all'emergenza sfratti e manca una politica del governo per la casa», il sindaco Iervolino ripete da mesi i numeri del disastro che si va profilando. Sono già 800 gli sfratti esecutivi per morosità, 500 quelli per fine locazione di ultra 65enni e portatori di handicap, per un'emergenza che riguarda solo in città 4.500 famiglie. Il Comune ha già stanziato 3.000 euro per ogni famiglia sfrattata, ma senza l'intervento da Roma la situazione resterà drammatica. Le esangui casse comunali non possono da sole fare fronte a una situazione che è letteralmente esplosa con la fine dei contratti ad equo canone, il blocco dell'edilizia abitativa pubblica e la dismissione del patrimonio degli enti. «La proroga dei contratti di locazione è scaduta il 30 marzo - prosegue il sindaco -, gli sfratti sono eseguibili in qualsiasi momento. Chiediamo al governo di rivedere i termini e prevedere la proroga, anche se la corte costituzionale ha limitato questa possibilità». All'incontro di ieri hanno partecipato anche l'assessore al Patrimonio del Comune di Napoli, Ferdinando Balzamo, rappresentanti sindacali e amministratori di alcuni comuni della Campania, come quello di Melito e di Torre Annunziata. Impietosa l'analisi di Balzamo: «Abbiamo un numero imprecisato di sfratti per finita locazione o per morosità incolpevole, cioè quando i canoni di affitto non sono più compatibili con i redditi delle famiglie. Un fenomeno che sta imperversando nelle grandi città, il ceto medio è diventato un soggetto pressante perchè rischia di sfondare la soglia della povertà». La situazione è difficile su tutto il territorio nazionale, a dimostrarlo due sfratti bloccati ieri a Roma dall'Unione degli Inquilini. Nel primo caso si è trattato di uno stabile a via Portuense 471, dove vive Chiara Di Castro, una vedova 85enne con sfratto per finita locazione e una pensione di 420 euro al mese. Il termine è stato prorogato al 28 giugno. Nello stesso edificio ci sono altri due anziani con sfratto nonostante alcuni alloggi risultino liberi. La seconda azione ha riguardato un'appartamento in Via Dacia abitato da Marco Casaroli, 48 anni con un figlio disabile al 100. Lo sfratto è stato rinviato all'8 luglio, intervenuti anche consiglieri municipali della Margherita e del Prc. Stessa situazione a Ciampino dove sono 69 le famiglie interessate dai provvedimenti di sfratto, di cui almeno 34 esecutivi. Sempre nella capitale, ieri mattina si è tenuta una manifestazione in Campidoglio del Coordinamento cittadino di lotta per la casa, in concomitanza con l'avvio della discussione della delibera sull'emergenza abitativa, scritta con la collaborazione dei movimenti e finalmente approdata in consiglio. Mentre ieri pomeriggio in un'affollata assemblea di Action nel palazzo occupato di via de Lollis, nel quartiere San Lorenze, sono intervenuti anche il segretario del Prc Fausto Bertinotti e il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. Entrambi hanno chiesto che i comuni di centrosinistra si pronuncino per bloccare gli sfratti, in modo da riaprire la partita a livello nazionale. Anche perché agli sfratti per finita locazione oggi si aggiungono quelli per morosità, perché c'è chi non riesce più a pagare affitti che spesso superano la metà del reddito. Per il segretario di Rifondazione c'è bisogno di «una protezione sociale che tuteli i redditi più bassi e di riaprire la questione dell'edilizia pubblica per calmierare gli affitti e restituire un affitto sociale». Tutte cose che andrebbero inserite nel programma dell'Unione. In questo clima, la Confedilizia non ammette sconti per nessuno: «Una nuova proroga sarebbe un attentato alla Costituzione e un oltraggio alla Corte Costituzionale».
L'Anci al governo: fermare subito gli sfratti
Il sindaco di Napoli, Iervolino, ha denunciato l'emergenza sfratti nella città, con oltre 4.500 famiglie a rischio. L'Associazione nazionale degli enti locali ha lanciato una giornata sulla casa e ha invitato il ministro delle Infrastrutture, Lunardi, a discutere della politica abitativa. Il Comune di Napoli ha stanziato 3.000 euro per ogni famiglia sfrattata, ma non può fare fronte alla situazione senza l'intervento del governo. Le esangui casse comunali non possono affrontare la dismissione del patrimonio degli enti e il blocco dell'edilizia abitativa pubblica.
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