Caro Direttore, su l'Unità di ieri Vittorio Emiliani polemizza con Legambiente per la scelta di costituirci in giudizio contro la richiesta rivolta al Tar Lazio da Italia Nostra di bloccare il progetto della linea C della metropolitana di Roma. Si chiede, Emiliani, "cosa c'è dietro", e provo a rispondergli brevemente. Dietro c'è la convinzione che Roma abbia urgente bisogno della linea C: ne hanno bisogno i romani per muoversi più rapidamente; ne ha bisogno l'aria della città oggi inquinatissima per imilioni di automobili che circolano ad ogni ora del giorno; ne ha speciale bisogno il quadrante Prenestino-Casilino - quello più interessato dalla nuova linea - dove traffico e inquinamento toccano livelli particolarmente drammatici. Dietro c'è la consapevolezza che se il ricorso di Italia Nostra venisse accolto, l'effetto sarebbe di perdere altri mesi, forse altri anni, prima di vedere realizzata un'infrastruttura così necessaria, con il rischio più che concreto che il Cipe decida di riprendersi le risorse assegnate al progetto. Dietro c'è l'opinione che il progetto del Comune sia un buon progetto, e che l'alternativa proposta da Italia Nostra dimezzerebbe la capacità di trasporto (da quasi 50mila a 20mila passeggeri ora). Dietro, infine, c'è l'idea di ambientalismo che Legambiente cerca di praticare da quando è nata 25 anni fa: un ambientalismo fatto di molti no - ne abbiamo detti e continuiamo a dirne tutti i giorni, dal nucleare alle centrali a carbone, dalla cementificazione del verde e delle coste alle ecomafie - ma anche dell'indicazione di soluzioni per i problemi che denunciamo. Per questo non siamo d'accordo quando in nome dell' ambientalismo si bollano come ecomostri progetti firmati da grandi architetti - penso all'auditorium di Niemeyer a Ravello o al progetto di recupero dell'Orto dell'Abbondanza aUrbino disegnato daDeCarlo -, o ci si batte contro l'energia eolica o gli impianti di compostaggio dei rifiuti, opere indispensabili a realizzare i cambiamenti per cui ci battiamo. Questo c'è dietro, caro Emiliani. Sospetti e congetture appartengono alla disabitudine di troppi a confrontare punti di vista pure distanti con libertà, responsabilità, reciproco rispetto. Presidente nazionale di Legambiente