ROMA, 28 MAR - (di Tiziana Torrisi) - Risparmiare la storia. Hanno anche questa missione le truppe alleate anglo americane nella loro marcia verso Baghdad. Tentare di evitare i principali siti archeologici, disseminati ovunque in quella che era l'antica Mesopotamia, culla delle origini della civilta'. Luoghi che non solo hanno un'importanza artistica e culturale ma anche, e soprattutto da queste parti, religiosa. Le truppe che dal sud stanno puntano verso la capitale hanno incrociato nel loro cammino Ur, dove secondo la Bibbia e' nato il patriarca Abramo, e poi sono passati in quella che un tempo era la Mesopotamia degli antichi Sumeri. Sempre verso Baghdad, a meta' strada, il viaggio dei soldati angloamericani ha sfiorato la tomba del fondatore dell'Islam sciita a Najaf e il piu' grande cimitero musulmano e per poi passare per l'antica Babilonia, ora trasformata in un sito archeologico. Sempre a sud si trova un'altra citta' santa per gli sciiti, Karbala: saccheggiata nel secolo scorso dai sauditi della dinastia Wahabita, e' nota perche' nel 680 fu ucciso il nipote del profeta, Hussein, un episodio che e' ancora vissuto come un "peccato commesso dagli infedeli". "Forse per questo motivo la coalizione ha cercato di risparmiare Karbala", spiega Sulayman Nyang, islamista dell'Universita' di Howard. "Saddam Hussein potrebbe anche usare un eventuale conflitto vicino ai luoghi sacri sciiti, che cosi' verrebbero violati, per sollecitare una sollevazione del mondo islamico contro gli alleati angloamericani", aggiunge il professore. Anche le truppe che sono entrate in Iraq dal nord hanno dovuto attraversare luoghi sacri e siti archeologici: prima hanno toccato Mossul e poi Ninive, antica capitale degli assiri, dove gli scavi hanno portato alla luce la biblioteca di Assurbanipal, resti del tempio di Ishtar e la cinta muraria. "I militari hanno cercato di prendere alcune precauzioni: prima hanno individuato i siti assieme ad un pool di archeologi e poi hanno tentato, per quanto possibile, di evitarli. Anche perche' l'Iraq occupa una regione dove c'e' la piu' alta concentrazione la mondo di siti archeologici", osserva Jack Meinhardt dell' "Archeological Odyssey". Anche per non ripetere l'errore della prima Guerra del Golfo nel '91 quando il conflitto si abbatte' anche sulle testimonianze archeologiche. Piu' difficile sara' preservare i tesori di Baghdad dall'ultima, decisiva battaglia. Nella capitale sono concentrate le piu' importanti collezioni ed i piu' preziosi resti archeologici esposti nel Museo Nazionale, il solo a condividere gli oggetti d'arte ed i tesori dell'architettura orientale antica con il British Museum ed il museo di Filadelfia. Tra i le collezioni piu' preziose esposte nelle sale del Museo Nazionale anche il tesoro di Nimrod, scoperto nel 1989 e, secondo gli esperti, paragonabile, per importanza storica e perizia artistica, al tesoro di Tutankamon. Numerosi sono stati gli appelli fatti alle forze angloamericane per risparmiare l'arte e rispettare la convenzione dell'Aja del 1954 sulla protezione dei beni culturali in tempo di guerra. Convenzione che ne' Stati Uniti ne' Gran Bretagna hanno mai ratificato. Appelli sono arrivati anche dal mondo islmaico: oggi e' intervenuto il Supremo Consiglio per la rivoluzione islamica (Sciri), la piu' importante organizzazione dell'opposizione sciita in Iran, che ha espresso la sua preoccupazione e "quella di tutti i musulmani" per i combattimenti di questi giorni vicino le citta' sante di Najaf e Karbala.