Sarà inaugurata oggi al Mart l'esposizione curata da Scaglione, Ricci e un gruppo di giovani dell'università TRENTO. «L'interessante di questa esperienza è che l'autostrada si mette in gioco: non solo un'infrastruttura ma una scommessa che guarda al futuro. Lo studio nasce come approfondimento di un progetto in cui Autobrennero affidava al Dipartimento un monitoraggio sulla qualità dell'aria lungo la A22. Da ciò è scaturita l'idea di capire quale potrà essere lo scenario dell'autostrada nei prossimi anni. Parliamo di un'arteria con un impianto di produzione di idrogeno unico in Europa, i cui amministratori hanno stipulato una sorta di accordo con i partner del tratto tedesco fino a Monaco per il "Green corridor Brenner". Nel tratto alpino, infatti, l'attenzione a paesaggio e ambiente si accentua per flora e fauna». È con questa visione che Pino Scaglione, professore di progettazione urbana presso l'università di Trento, ci introduce ad Autostrada e paesaggio la mostra di cui è curatore con Mosè Ricci e un gruppo di giovani ricercatori che sarà inaugurata oggi alle 12 nel foyer del Marte sarà qui visitabile fino all'8 febbraio. L'esposizione è l'esito della prima parte di ricerche e progetti realizzati dal Dipartimento ingegneria civile, ambientale e meccanica dell'ateneo e dai suoi partner per delineare un futuro in cui l'autostrada rappresenti un modello di qualità dell'attraversamento e del viaggio, con un approccio ecologico che favorisca l'esperienza e la conoscenza del paesaggio. Kengo Kuma, Jurgen Mayer H., ArandaLash, Weiss-Manfredi, le università di Trento, Innsbruck, Monaco, Michigan e Harvard sono solo alcuni dei nomi dei progettisti e dei centri di ricerca coinvolti nella sperimentazione coordinata per oltre tre anni dal Dicam. Video, fotografie, plastici e progetti ideati per l'A22 e per altre autostrade internazionali consentono di conoscere gli aspetti meno usuali e più avveniristici legati al tema della mobilità e dell'automobile. «La scommessa spiega il docente è di far capire che l'autostrada attraversa anche paesaggi, e va per questo ripensata come uno straordinario e potente mezzo di comunicazione e promozione dei paesaggi stessi dal punto di vista culturale, naturalistico, enogastronomico. Se il paradigma della prima modernità è rintracciabile nella fabbrica, l'autostrada può essere considerata rappresentativa della seconda modernità».