Dal 1972 è ospitato in una sede provvisoria. L'idea: trasferiamolo nella Reggia CASERTA. «In Italia niente è più definitivo del provvisorio», insegnava Flaiano. E a Caserta, la vicenda dell'Archivio di Stato, dal 1972 "provvisoriamente" ubicato in un palazzo destinato a civile abitazione, in viale dei Bersaglieri, dimostra quale dose di verità nasconda quell'apparente paradosso. Ogni mese, ai proprietari dell'immobile di viale dei Bersaglieri - circa 3 mila metri quadri tra seminterrato, piano terra e primo piano lo Stato versa un canone di locazione di 18 mila euro. Moltiplicare la cifra per 43 anni, anche se al netto delle indicizzazioni sopravvenute nel corso del tempo, fa una montagna di soldi. E in epoca di spending review , un fardello non da poco. Soprattutto se, come denunciano i dipendenti, la struttura risulta ormai assolutamente inadeguata dal punto di vista logistico, statico e di capienza del patrimonio documentario. Anzi, sarebbe divenuta addirittura pericolosa per i documenti che vi sono conservati.Ma il problema è che i lavori per la ristrutturazione della nuova sede, individuata in uno degli emicicli che si trovano ai lati della Reggia, l'ex caserma Pollio, procedono assai a rilento. In 20 anni, e con una spesa che sfiora i 20 milioni di euro, è stato realizzato il solo consolidamento statico. E nessuno sa quando potranno essere terminati. Al momento l'unica certezza è che a breve dovrebbe essere emanato un bando per individuare i consulenti che saranno chiamati a valutare la validità dell'ultimo progetto redatto. Intanto a luglio è scaduto l'ultimo contratto di fitto per la sede di viale dei Bersaglieri. L'Agenzia del demanio ha dichiarato di non avere immobili disponibili sul territorio. E di conseguenza è stata condotta una ricerca di mercato: l'unica risposta pervenuta è stata quella dei proprietari della struttura attuale. Una commissione ministeriale ha giudicato l'offerta di locazione "congrua e conveniente", rinviando al nulla osta definitivo del Demanio per la stipula del contratto. Ma la nuova direttrice dell'Archivio, insediatasi il 1 aprile dello scorso anno, Luigia Grillo, ha imposto un supplemento di valutazione, ritenendo che la struttura in realtà non possedesse i requisiti previsti dall'avviso pubblico. E quando anche il responsabile della sicurezza ha evidenziato una serie di criticità, che avrebbero messo a repentaglio la sicurezza dei lavoratori e degli utenti, l'iter si è definitivamente arenato.Al momento l'intera questione sembra tornata in discussione. Anche perché sul tavolo è stata calata una soluzione alternativa, di facile attuazione e assai poco onerosa: trasferire tutto all'interno della Reggia, che già ospita una parte dell'Archivio. Sono stati gli stessi dipendenti insieme alla direttrice, i primi a suggerirla. E la parlamentare del Pd, Camilla Sgambato, membro della commissione cultura della Camera, l'ha fatta propria, facendosi carico di trasmetterla al ministero: «Ne ho parlato col ministro Franceschini spiega e da parte sua c'è una disponibilità di massima in tal senso. L'unico dubbio riguarda i tanti soldi già spesi nella ristrutturazione dell'ex caserma Pollio. Ma eventualmente, potrebbe essere destinata ad altri scopi» .