«Nessun segnale preciso». Ma arrivano nuove minacce sul web, massima attenzione sui «cani sciolti» ROMA. Un uomo incappucciato sovrasta il Colosseo. «Domani il Corano a Roma come a Parigi», c'è scritto nel fotomontaggio finito sulla Rete e pubblicato da un simpatizzante dello Stato islamico, «senza effettive e immediate capacità operative», secondo l'analisi del sito Wikilao che riporta fonti dell'intelligence italiana. Ma si tratta pur sempre dell'ultimo avvertimento lanciato a Roma, dopo quelli dei mesi scorsi con riferimenti diretti alla «conquista» della Capitale perché centro della cristianità, con tanto di immagine dell'obelisco di piazza San Pietro sul quale sventola la bandiera dell'Isis. Minacce che arrivano dal web e che non vengono sottovalutate: ieri il prefetto Giuseppe Pecoraro ha annunciato di «aver chiesto 500 uomini in più fra poliziotti, carabinieri e finanzieri. Ai romani ha aggiunto dico di stare tranquilli in questo periodo, è stata fatta un'attività preventiva di vigilanza e siamo fiduciosi perché non ci sono segnali specifici. Ma dobbiamo stare attenti, è un momento straordinario ed è importante che il sistema di prevenzione funzioni». Gli obiettivi sono centinaia, si parla di più di 500, compresi quelli religiosi. Lo stesso avviene in tutte le città. A Genova, proprio ieri, il prefetto Fiamma Spena ha alzato al livello massimo la protezione per il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo della città. L'attenzione è altissima: il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e il sindaco di Roma, Ignazio Marino, hanno scritto al prefetto affinché riunisca il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza per approntare un piano di emergenza sanitaria in caso di emergenza. E il procuratore capo della capitale, Giuseppe Pignatone, ha presieduto a piazzale Clodio un vertice con l'aggiunto Giancarlo Capaldo e otto pm del pool antiterrorismo per fare il punto sull'estremismo islamico dopo i 10 indagati nell'inchiesta sui «cani sciolti» collegati ad ambienti jihadisti. Sulla presenza di gruppi isolati formati da immigrati di seconda generazione, alcuni dei quali da poco tornati dal fronte siriano e addestrati al combattimento in scenari urbani si concentrano gli sforzi dell'Antiterrorismo: c'è il timore che cellule di foreign fighters siano già attive sul nostro territorio, considerato fino a poco tempo fa solo un crocevia internazionale per chi tornava in Europa dalla guerra. La situazione come dimostrano non solo il fotomontaggio con il Colosseo e i recenti riferimenti a Roma potrebbe essere cambiata.