La città e la sua memoria ferita. Fra le tante "Palermo" c'è quella che ha dimenticato la storia. Palazzi, chiese, piazze e vicoli che parlano da un'altra epoca. Pietre e macerie che evocano un'assenza. Sono i monumenti di quella "città perduta" che Rosario La Duca conosceva bene, fantasmi silenziosi di cui non ci accorgiamo, pur passandovi accanto ogni giorno. Sono talmente tante le urgenze del nostro patrimonio artistico che, per ogni piccolo obiettivo raggiunto, ne germinano altre decine che si propagano nel tessuto urbano come una peste. Mentre si trova la cura per uno, altri dieci nel frattempo muoiono. Con questo primo reportage che inaugura la nuova rubrica sui "tesori abbandonati" di Palermo, Siciliainformazioni cercherà di condurvi, passo passo, alla scoperta del patrimonio dimenticato della città. Il tentativo sarà quello di riportare alla luce i tesori sepolti, illuminandoli almeno per un attimo, giusto il tempo di accorgersi nuovamente di loro e, chissà, magari farli tornare a nuova vita. Un viaggio in cui, oltre ai testi, cercheranno di parlare soprattutto le immagini, a volte più loquaci di ogni parola. Per fortuna, lungo questo cammino abbiamo trovato tanti "compagni di viaggio". Associazioni e cittadini dalla memoria lunga, che sanno guardare ancora la città con gli occhi della storia. Ad esempio, il nostro "Grand Tour", oltre che sui libri, ha trovato una guida impeccabile nella mappa dei monumenti abbandonati di Palermo creata dall'associazione Palermo Indignata. Una cartina interattiva su Google Maps, in continuo aggiornamento, che nell'arco di due anni ha tracciato circa 150 beni culturali in abbandono sparsi per la città, con tanto di itinerari e didascalie. A questo punto che il viaggio abbia inizio. PALAZZO DELLE FINANZE Depredato, fatiscente e ridotto a discarica. Lo storico Palazzo delle Finanze, in corso Vittorio Emanuele, è la prima tappa del nostro tour. L'edificio ottocentesco, progettato da Emanuele Palazzotto sui resti dell'antico carcere della Vicaria, è stato più volte vandalizzato. Nel 2013 era stata trafugata e poi fortunatamente ritrovata la statua liberty di Vittorio Ugo raffigurante la Vittoria alata, mentre lo scorso marzo sono sparite due delle monumentali finestre in ghisa sul lato di via Cassari. Per non parlare, poi, di furti di cavi, impianti elettrici e antichi fregi decorativi. Due anni fa l'edificio, prima di proprietà dello Stato e poi passato alla Regione, fu posto sotto sequestro dal nucleo Tutela del Patrimonio artistico della polizia municipale. Dopo soltanto il silenzio, tranne qualche recente intervento di messa in sicurezza sui prospetti. Attualmente il portico è sommerso dai rifiuti, uno spettacolo che stride se confrontato con la vicina piazza Marina, recentemente pedonalizzata e tirata a lustro. Se ci si sofferma a guardare oltre la cancellata, la scena non è degna di una città europea: bottiglie di plastica, scarpe, cassette vuote, lattine e altre "amenità" rese ormai irriconoscibili dagli anni. Un vero e proprio inno al degrado nel cuore della città, sotto gli occhi di decine di turisti. PIAZZA GARRAFFELLO Decadenza e movida. Piazza Garraffello, alla Vucciria, è diventata il simbolo della Palermo che crolla, ma, al tempo stesso, cuore pulsante della vita notturna della città. L'anno scorso la tragedia sfiorata: una palazzina crollò sopra un furgoncino che vendeva panini. Fortunatamente la piazza era deserta e nessuno si fece male. Poco dopo venne giù un'altra palazzina in via Terra delle Mosche, a due passi da piazza Garraffello. Anche in questo caso nessun ferito. Oggi la piazza è un cantiere. Il Comune è corso ai ripari mettendo in sicurezza la palazzina sventrata che era un tempo la Loggia dei Catalani, i cui resti sono emersi proprio dopo il crollo. Via Terra delle Mosche, invece, è ancora impraticabile e tra le impalcature campeggia, beffardo, un tricolore. Sulla piazza, si affacciano fatiscenti e coperti da impalcature, da un lato palazzo Ramacca, e dall'altro il palazzo del duca di Sperlinga. Tra i due campeggia spettrale palazzo Lo Mazzarino-Merlo, appartenuto alla famiglia del celebre cardinale da cui prende il nome. Al centro c'è lei: la cinquecentesca fontana del Garraffello, adesso "spiata" da un'iper-tecnologica telecamera, dopo la provocatoria "messa in vendita" da parte di Uwe Jäntsch, l'artista austriaco, ormai palermitano d'adozione, che da anni denuncia lo stato d'abbandono della piazza con le sue opere che dividono l'opinione pubblica. Può piacere o meno, ma da quando Jäntsch ha impresso la scritta "si vende" con la vernice rossa sulla fontana del Garraffello, l'attenzione sul monumento è aumentata sia da parte delle istituzioni, che dei residenti. "Qui tutti ormai collaborano per tenere pulita la fontana, ci racconta Uwe mentre col pennello in mano è intento a 'ritoccare' una delle sue scritte-denuncia prima la fontana era ricoperta di bottiglie e rifiuti lasciati dai ragazzi della movida, la base del monumento si riempiva d'acqua che giorno dopo giorno diventava putrida. Dopo la mia denuncia, hanno scavato un canale di sfogo e hanno ripulito la fontana, che adesso è controllata a vista dalle telecamere". Una goccia nel mare, mentre i palazzi della piazza agonizzano inesorabilmente. CHIESA DELLA MADONNA DEL LUME Chiudiamo la nostra prima passeggiata restando alla Vucciria. A pochi metri da piazza Garraffello si trova quello che un tempo era il centro di culto più importante del quartiere: l'ottocentesca chiesa della Madonna del Lume, ormai tristemente soprannominata "chiesa-garage". L'edificio, dal 1995 dichiarato inagibile, nel 2012 è stato posto sotto sequestro, dopo la denuncia di un residente ed un articolo su Repubblica, perché al suo interno è stato scoperto un vero e proprio deposito abusivo. Scooter, biciclette, elettrodomestici, selle, frustini da cavallo e luminarie occupavano la navata centrale, depredata di tutte le tele dell'800 e del pavimento di marmo. Oggi la chiesa è ancora chiusa e la sua storia si perde tra i fumi della movida.