PISA Pochi i visitatori nei musei della Soprintendenza pisana. Si salvano la Certosa e i musei elbani, ma i dati del San Matteo e soprattutto del Museo di Palazzo Reale sono decisamente negativi. Sembra che a calpestare il suolo di quest'ultimo siano solo sei persone al giorno paganti. I dati aggiornati al 30 dicembre scorso forniti dalla Soprintendenza dicono che nel 2014 ci sono stati 5392 visitatori totali (3892 gratuiti, 1500 paganti, con un incasso annuale di 6022,00 euro), le cui presenze vanno divise per 260 giorni, perché il Museo è chiuso il martedì, la domenica e i festivi. Quindi facendo i calcoli, ci sono stati circa 6 visitatori paganti al giorno. «L'orario ridotto - spiegano gli addetti alla sorveglianza - è dovuto alla scarsità del personale. Siamo solo sette, che debbono badare alle molteplici esigenze del Museo, cui si aggiungono quelle della Soprintendenza: apertura, vigilanza, controlli, attività didattica, manutenzione, sostituzione dei colleghi del San Matteo, rapporti con il pubblico». Che ne pensa il direttore Dario Matteoni? «Se si guardano i dati con attenzione si osserva però un incremento annuale costante dal 2008 a oggi. Allora, nel 2008, i paganti erano 436, nel 2013 720 e oggi sono 1500 (tra biglietti normali e biglietti cumulativi con il San Matteo). Sostanzialmente un raddoppio dei visitatori paganti rispetto al 2013». I visitatori del Museo di Palazzo Reale sono comunque molto pochi. «Sì, al di sotto delle sue possibilità», continua il direttore. «Perché, come tutti sanno, a Pisa c'è Piazza dei Miracoli che assorbe tutto, e noi non siamo in grado di attivare una comunicazione che attiri il pubblico». Perché? «A causa delle scarse disponibilità finanziarie. Non possiamo fare grandi eventi, mostre costose. Al Museo di San Matteo suppliamo con esposizioni di opere dei depositi. Abbiamo cercato di farlo anche qui: il 7 dicembre, quando il Ministero aveva previsto una giornata di apertura con le opere dei magazzini, abbiamo presentato un paio di dipinti secenteschi salvati durante la seconda guerra mondiale». Eppure, nonostante tutto, l'affluenza rimane bassissima. Creato nel 1989 il Museo di Palazzo Reale ha sede nello storico palazzo, angolo Piazza Carrara, che il granduca Francesco I, figlio di Cosimo I de' Medici, aveva fatto costruire dal 1583 da Buontalenti come residenza invernale della famiglia. Ha infatti ancora oggi l'aspetto di una grande dimora signorile, con i saloni ben arredati, che contengono i grandi arazzi medicei, i ritratti di Medici, Lorena, Savoia. Ci sono opere preziose come il Ritratto di Eleonora di Toledo con il figlio Francesco, di Bronzino o il Ritratto del Cardinale Ferdinando di Alessandro Allori, e ancora i bozzetti dei grandi quadri del duomo distrutti nell'incendio del 1596. Sono confluite nel Museo per eredità o donazioni collezioni private, come quella ricchissima di Antonio Ceci o quella più smilza, novecentesca, dei Savoia. Di pregio è poi la collezione di abiti, dal Cinquecento all'Ottocento, che comprende anche un lussuoso vestito di Eleonora da Toledo, lasciato dalla duchessa alle monache di Santa Chiara, che lo hanno conservato usandolo per rivestire Madonne. E oggi è lì, a raccontare la sua storia.